Politica

«Che tempo che fa»

Torna Cornacchione Non è più «Caro Silvio»

Grigio l'abito e lo sfondo con il logo della testata diretta da Emilio Fede, il comico contro il quale in molti nel centrosinistra si erano scagliati poco prima delle elezioni, «è tornato», ma costretto ad emigrare alla concorrenza perché dalla Rai è stato cacciato dai «comunisti». «Mi avete cacciato voi comunisti — ha detto ieri sera a Fazio spiegando la sua nuova situazione — mi avete picchiato, bastonato col 740, mi avete fatto bere il prosecco con l'imbuto». Ma Cornacchione è tornato ancora una volta a fare satira contro il governo in carica proponendo notizie catastrofiche sull'Italia di Prodi e mostrando la gigantografia del presidente del Consiglio in costume da diavoletto rosso con tanto di corna e forcone. «Dal tunnel in cui mi sono trovato — ha spiegato ancora Cornacchione a Fazio — ho visto la luce del Tg4 ma sono un contratto a termine che finisce a termine di ogni notizia». Notizie però che solo lì, secondo lui, sarebbe oggi libero di dare e non in una Rai in cui «tutta l'informazione è passata alla sinistra». Insomma un Antonio Cornacchione nostalgico del tormentone del «Caro Silvio», che pure tante polemiche aveva suscitato in epoca preelettorale, tanto che la sua incursione di ieri sera è terminata sulle note di «Mi manchi» di Fausto Leali.

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