Una comunicazione quasi ovvia, ma che in realtà non lo è. Il perché è presto spiegato dalle voci che, per l'intera giornata, si sono rincorse. Secondo fonti vicine al ministero del Tesoro, infatti, sabato notte, mentre i tecnici lavoravano alla definizione dettagliata delle cifre contenute nel testo della Manovra, qualcosa si sarebbe inceppato. Troppe richieste, troppe differenze di vedute e l'accordo politico faticosamente raggiunto dal Consiglio dei ministri, sarebbe improvvisamente saltato. Da un lato i tecnici di via XX Settembre che volevano chiudere il testo senza aprire nuove discussioni, dall'altro tutti gli altri. A quel punto si sarebbe posta una questione. Per essere trasmessa al Parlamento, infatti, la Finanziaria deve essere firmata dal Capo dello Stato. Cosa fare quindi? Consegnare al Colle un testo vuoto o aspettare di poter presentare un testo definitivo? A mettere il coltello nella piaga ci ha pensato il senatore azzurro Maurizio Sacconi. «È doveroso segnalare - ha denunciato l'ex sottosegretario al Welfare - che una Finanziaria così lacerante fra parti politiche e forze sociali non è stata formalmente trasmessa al Presidente della Repubblica nei termini di legge, ovvero il 30 settembre, e probabilmente nemmeno per buona parte della giornata odierna. Invito il presidente della Repubblica a censurare questa violazione anche perché il suo ruolo, prima della trasmissione alle Camere, è tutt'altro che formale, in quanto garante della coerenza dei testi con la Carta costituzionale e a prima vista molti numeri appaiono taroccati». Parole a cui è subita seguita un'indiscrezione secondo cui Napolitano aveva già visionato e firmato la Manovra. A quel punto Sacconi non ha mollato. Che cosa ha infatti firmato Napolitano, la Finanziaria, o una scatola vuota? «Sarebbe grave - ha attaccato l'azzurro - se circolassero copertine vuote o riempite di brogliacci che vanno e vengono. Sarebbe inoltre interessante sapere in particolare se i Presidenti delle Camere dispongano da ieri sera del testo definitivo e in particolare del suo articolo 1 che contiene i cosiddetti saldi». Immediata la replica del Colle: «Il Capo dello Stato ha ricevuto questa mattina (ieri ndr) il testo formalmente definitivo della legge Finanziaria, approvato venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri, e dopo averlo esaminato, lo ha firmato nel pomeriggio. Il governo presenterà ora al Parlamento il testo firmato dal presidente Napolitano, che è corredato dalle tabelle che contengono i saldi ed è accompagnato dai provvedimenti collegati».
Il caso
Napolitano ha firmato ma è polemica sull'ora