Politica

Il caso

Berluscones e prodiani tornano a beccarsi

Come ai tempi della campagna elettorale. Anzi, torano a beccarsi anche con piccole provocazioni come se la campagna ellettorale non fosse ancora finita. O come se, addirittura, stesse per rimcomiciare. «Un Cavaliere senza più cavallo suona la carica. Contento lui...» attacca il prodiano Franco Monaco, deputato della Margherita che torna alla carica. «Berlusconi - osserva il parlamentare considerato più vicino al premier - profetizza la caduta del governo, nuove elezioni e la vittoria della Cdl. Peccato che, nelle stesse ore, i suoi alleati, Lega compresa, abbiano decretato che la Cdl non c'è più e persino Bondi si spinga a sostenere che FI è un non-partito che non regge affidandosi tutto e solo al suo capo». Non solo, ma Franco Monaco attacca anche Marcello Pera: «Nella sua furia da querulo teocon nostrano, Pera si lancia in una requisitoria che investe persino Casini e Lega». «Anch'essi - continua l'esponente della Margherita - non prenderebbero energicamente le difese dell'identità cristiana. Questa goffa rincorsa a strumentalizzare la religione a fine politico, comminando scomuniche ad alleati e avversari, è francamente sgradevole e grottesca. Essa - conclude Monaco - rappresenta una mancanza di rispetto per una sfera, quella religiosa, che meriterebbe di non essere gettata nel tritacarne di mediocri polemichette politiche tra ex colleghi presidenti delle Camere». E arriva la replica da parte dei berluscones. Attacca il vicepresidente del gruppo di Forza Italia alla Camera, Antonio Leone: «Lo scudiero di Prodi scende in campo per difendere i suoi colleghi che ormai battono la ritirata. Perché invece di pensare alla pagliuzza nell'occhio degli avversari non si occupa della trave, anzi del traliccio tecnologico, che giace pendente nell'occhio del governo?». La Cdl ritrova poi l'unità nel difendere il Papa e attaccare l'attuale premier: «La sicurezza del Pontefice? «Ci penseranno le sue guardie», aveva detto Romano Prodi. Nel convegno organizzato a Roma da An il presidente dell'Udc Rocco Buttiglione e Giorgia Meloni, di An, tornano sulla battuta di qualche giorno fa del presidente del Consiglio e accusano: Prodi ha sbagliato. «Il governo ha fatto una serie di gaffe - afferma Buttiglione -. Ha detto che la sicurezza del papa non riguarda lo Stato italiano. Riguarda - incalza Buttiglione - tutti i cattolici e tutti i cittadini italiani e lo Stato italiano ha un obbligo ben preciso di difendere la sicurezza del papa». Più dura la condanna della vicepresidente dela Camera che, rilanciando la coesione all'interno della Cdl, ha detto: «Non c'è niente di più semplice che stare all'opposizione di Prodi. Ha fatto una serie infinita di gaffe, comprese le valutazioni delle polemiche su Benedetto XVI. Mi vergogno di essere rappresentata nel mondo da un personaggio di questo tipo».

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