La sua fuoriuscita dall'Italia dei Valori è stata letta come un ulteriore tradimento. Ora che, per la maggioranza, la situazione al Senato è particolarmente «calda», Sergio De Gregorio è diventato il bersaglio preferito dei suoi (ex)alleati. Ieri è stata la volta del ministro della Giustizia Clemente Mastella. «Nonostante il senatore De Gregorio possa dire che è di quà e di là - ha detto il leader dell'Udeur -, lui è di là, e quindi ne prenda atto la maggioranza. Ma nonostante questa defezione, i numeri parlamentarmente ci sono». Un attacco non casuale che faceva chiaro riferimento al voto espresso ieri dal Senato sulla pregiudiziale di costituzionalità e sulla sospensiva relative al suo ddl per modificare l'ordinamento giudiziario. Un voto che ha visto De Gregorio schierarsi nuovamente con la Cdl. Ma Mastella ha comunque teso la mano al centrodestra. «Rimane la mia idea che una questione istituzionale così forte come la Giustizia ha bisogno anche dell'apporto dell'opposizione - ha ribadito il Guardasigilli -. Le riforme non si fanno a grandi maggioranze prescindendo dall'opposizione. Possono essere fatte in maniera seria ed equilibrata quando c'è fifty-fifty. Se c'è la buona intenzione, come dicono alcuni esponenti dell'opposizione, queste buone intenzioni possono essere tramutate in fatti». La risposta di De Gregorio non si è fatta ovviamente attendere. «Il ministro Clemente Mastella - ha detto - fatica ad individuare la linea politica di Italiani nel mondo, basata sul concetto di interposizione tra i due schieramenti. Eppure spesso si è fatto portatore di tale visione, necessitato com'era a tenere le mani slegate da ogni tipo di ingerenza». «Se votare contro la sospensiva dell'ordinamento giudiziario - ha aggiunto De Gregorio - vuol dire consegnarsi al centrodestra, si sbaglia di grosso». Insomma, ha ribadito il senatore: «Ho affermato più volte che lavoro per la logica della promozione, del dialogo e della collaborazione tra le parti. Tuttavia non si può rispondere alla disponibilità della Casa delle libertà con una manifestazione di chiusura che è incomprensibile, anche dal punto di vista tecnico». «Si sospendono le attuali norme, peraltro entrate già in vigore, per sostituirle con il nulla. Seguo il dibattito in Aula - ha sottolineato - e non posso non riconoscere alla Cdl di aver offerto la disponibilità a discutere, in tempi brevissimi, di leggi alternative a quelle esistenti sulle quali trovare una posizione condivisa». Dunque, ha aggiunto il leader di Italiani nel mondo, «se il governo continua a confrontarsi su soluzioni a senso unico, cercando poi di avviare la dialettica del confronto, riuscirà in fretta a ottenere l'unico obiettivo possibile: quello di perdere la maggioranza in Senato». «Quanto a Mastella, si tranquillizzi - ha concluso il presidente della commissione Difesa del Senato - non mi sono consegnato a nessuno nè l'ha fatto il movimento politico Italiani nel mondo».
La polemica
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