Politica

IL GOVERNO

SOTTO ASSEDIO

Il fatto però è un altro. Per la maggioranza, dopo l'annuncio fatto da Sergio De Gregorio, di voler praticare con il suo movimento Italiani nel mondo la politica delle «mani libere», smarcandosi dall'Italia dei Valori, ogni giorno è una scommessa. La dimostrazione si è avuta martedì sera quando il centrodestra ha fatto approvare la richiesta a Romano Prodi di venire in Aula oggi per riferire sull'affaire Telecom - Rovati. Ma anche ieri l'Aula di palazzo Madama è stata un vero e proprio «campo minato». Le prime scintille tra Unione e Cdl sono scoppiate all'inizio della seduta. Il senatore di Forza Italia, Lucio Malan ha chiesto l'inversione dell'ordine del giorno, che recava al primo punto la discussione e la votazione delle pregiudiziali di costituzionalità della sospensiva sull'ordinamento giudiziario presentata dal ministro della Giustizia Clemente Mastella. La richiesta di Malan è stata fatta immediatamente propria dagli altri senatori dell'opposizione, che hanno chiesto di esaminare il decreto sull'Iva, al quale la prima Commissione, sempre martedì, aveva dato parere negativo. A questo punto l'ex presidente della Regione Lazio, Francesco Storace ha punzecchiato la maggioranza sulla fragilità dei numeri. «Ragioni di convenienza - ha detto Storace - dovrebbero indurre le forze politiche che sostengono il Governo ad assumere comportamenti più prudenti». L'esponente di An ha quindi rivolto un appello al Presidente del Senato affinché l'Unione, acquisita consapevolezza dei rischi politici cui è esposta, non neghi nei fatti quel dialogo con l'opposizione che è tanto invocato tramite i mezzi di informazione. Pronta e stizzita la risposta della Finocchiaro. «Nella minoranza - ha attaccato - serpeggia la volontà politica di impedire sistematicamente le votazioni. Il centrodestra sembra seguire un doppio binario: alla Camera, ove la maggioranza è solida e sono presenti i più autorevoli esponenti dell'opposizione, i rapporti parlamentari sono improntati al rispetto istituzionale. Al Senato, dove la maggioranza è risicata, l'opposizione tenta di produrre il pantano e ciò non può essere consentito». «Mirate a trasformare il Senato in un pantano - ha insistito la Finocchiaro - altro che debolezza della maggioranza. E se sto sbagliando chiedo all'opposizione di tornare a registrare i nostri rapporti, ma è da ieri (martedì ndr) che l'opposizione sta lavorando perché il Senato non voti. Non so a che gioco sta giocando». A questo punto è iniziato un breve braccio di ferro tra la Cdl e il presidente Marini, che si opponeva alla proposta di Storace. In disaccordo con Marini, il Verde Natale Ripamonti. «La questione - ha detto l'esponente della maggioranza - avrebbe dovuto essere decisa rapidamente dopo l'intervento di un oratore contro e uno a favore. Non concordo quindi con quanto dice il Presidente». La polemica non si è placata e si è arrivati al voto. Ma la maggioranza, dopo il campanello d'allarme di martedì, c'era e così non si è ripetuto lo scivolone. In Aula non è passata l'inversione dell'ordine del giorno chiesta dalla Cdl: 156 no e 2 sì. Il centrodestra alla fine ha fatto retromarcia e, al momento del voto, ha scelto di non votare. Per l'Unione un altro pericolo scampato. Se ne riparla la prossima volta.

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