Politica

La storia

In quell'anno l'ingegnere torinese Alberto Navone presentò uno studio per la costruzione di un tunnel sottomarino, lungo 22 chilometri, e per il quale fu preventivata una spesa di 35 milioni di lire. Sempre nel XIX secolo altri studi furono presentati sullo stesso argomento. Uno fu realizzato dall'ing. De Stefani, che poneva l'accento sull'importanza del ponte per il futuro dell'economia meridionale. Progetti che furono accolti con scetticismo ma che dimostravano l'interesse per l'opera. Interesse che nel 1969 si concretizzò in un concorso di idee indetto dal Ministero dei Lavori pubblici per il quale furono presentati ben 144 progetti. Dei dodici vincitori uno, quello dell'ingegnere inglese Alan Grant che prevedeva la realizzazione di un tunnel, suscitò una vasta eco di adesioni. Un progetto, con relativo preventivo di spesa, fu presentato all'epoca anche dalla Fiat. All'epoca non si era manifestata la forte contrarietà delle associazioni ambientali per l'impatto sull'ecosistema. Oggi, a decenni di distanza, i problemi sono molto diversi. Ma, almeno a sentire gli esponenti della maggioranza, il ponte sullo stretto è ancora un sogno. Dopo studi, progetti, valutazioni ambientali, gara e contratto definitivo, infatti, la sua realizzazione è ancora tutta sulla carta. Impregilo, la società che si è aggiudicata la gara per l'opera, non ha ancora avviato nessun tipo di lavoro. Considerando i tempi necessari per la progettazione definitiva e l'iter autorizzativo, la prima pietra dovrebbe infatti essere posta non prima dell'anno prossimo. Il piano per il ponte parte nel 2002, quando la società Stretto di Messina riprende in mano il progetto preliminare predisposto nel 1992. All'inizio del 2003 il Cda della società approva un nuovo progetto corredato di studio di impatto ambientale. Il 24 aprile il Governo vara il decreto per la realizzazione dell'opera. Pochi mesi dopo, a giugno, arriva anche il via libera del ministero dell'Ambiente. Il primo agosto il Cipe approva il progetto preliminare. L'approvazione del bando di gara per la scelta del general contractor risale alla primavera del 2004. Nell'ottobre 2005 la Commissione aggiudicatrice dichiara la vittoria del raggruppamento guidato da Impregilo. Il contratto viene siglato il 27 marzo 2006. Prima di aprire i cantieri, tuttavia, Impregilo dovrà presentare il progetto definitivo (che dovrà essere approvato da Cipe e Stretto di Messina) e quello esecutivo. I tempi previsti dall'impresa per i due progetti sono di 10 mesi al netto dell'iter autorizzativo, a partire dalla firma del contratto di marzo. Per la realizzazione dell'opera ci vorranno altri 5 anni, fino al 2012. Il problema, però, è ormai squisitamente politico. Che il ponte non fosse una priorità per l'Unione era già noto. Ma il giudizio dei ministri interessati è drastico: il ponte sullo Stretto è «l'opera più inutile e dannosa che sia stata progettata in Italia negli ultimi cento anni» e non si farà, ha detto il neo titolare dei Trasporti Alessandro Bianchi poco dopo il giuramento dell'esecutivo. D'accordo con lui il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. E così il progetto di unire la Sicilia al continente, contrastato dagli ecologisti per l'impatto che avrebbe sul territorio e gravato (come molte altre grandi opere) del sospetto di infiltrazioni mafiose ma diventato una «bandiera» del governo Berlusconi, è tornato, letteralmente, in alto mare.

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