E la simpatia nei suoi confronti da parte di Comunione e Liberazione è sempre stata chiara. E' anche vero, però, che le manifestazioni dei fan, quelle che abbiamo visto ieri nell'Auditorium, ci fanno un po' sorridere...». Giancarlo Cesana, docente di medicina del lavoro all'università Milano-Bicocca e uno dei leader di Comunione e liberazione, risponde alle domande dei giornalisti e «smentisce» almeno parzialmente l'ex premier, che aveva chiamato in causa il fondatore del movimento scomparso il 22 febbraio dello scorso anno. Sempre il capo della Casa delle libertà aveva rivolto un appello ai giovani di Cl: «Prendete voi l'iniziativa - aveva detto - promuovete in tutta Italia i circoli della libertà!». Secca la replica di Cesana: «Non è nei nostri scopi. Non li promuoveremo, anche se nel movimento si è sempre incoraggiato l'impegno civile. Perché effettivamente Comunione e Liberazione non appartiene a uno schieramento, né è un supporto collaterale a un partito politico». Un ragionamento collegato alle contestazioni di questi giorni che Cesana riprende dopo aver risposto ad un'altra domanda su Don Gius («Che effetto fa vederlo ridotto a un volantino di Forza Italia? Non credo che Berlusconi avesse questa intenzione. Comunque Giussani non è il volantino di nessuno. I fatti contano più delle parole»). Sugli episodi che hanno visto contestati il leadere della Margherita Francesco Rutelli, la senatrice cattolica dei Dl Paola Binetti e infine il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, Cesana ha sottolineato: «Sembra che per essere citati sui giornali si debba fischiare. I fischi sono spiacevoli e, infatti, sono stati fermati subito. Più che il meeting mi sembra si sia incattivito il clima generale, lo scontro politico e sociale. Ma qui gente che non viene dalla nostra esperienza può parlare ed esprimere fino in fondo il suo pensiero. Vorrei vedere un altro posto in cui questo succede...». Mau.Gal.
Il leader
Cesana: «Don Giussani stimava il Cav come tutti noi»
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