Dopo una giornata di discussioni e scontri, il presidente Fausto Bertinotti ha dovuto alzare bandiera bianca annunciando che il voto finale sarebbe stato rinviato ad oggi. Ma la giornata di ieri ha comunque registrato due importanti novità. Il testo, che l'accordo tra maggioranza e opposizione aveva di fatto reso inemendabile (non bisogna dimenticare che serve la maggioranza dei due terzi dell'Assemblea per approvarlo), è stato modificato in due parti. La Camera ha infatti approvato con 340 voti a favore, 170 contrari e 17 astenuti, l'emendamento Mantini che escludeva dall'indulto le pene accessorie temporanee. Si tratta di una delle proposte di modifica all'insegna del rigore su cui Antonio Di Pietro sta conducendo la propria battaglia. E proprio l'ex pm si è detto particolarmente soddisfatto dell'approvazione dell'emendamento anche se ha parlato di un «primo passo» che resta comunque «insufficiente». «È stata accolta la nostra battaglia sulle pene accessorie, però - ha detto - manca ancora un elemento fondamentale: l'esclusione di alcuni reati odiosi, come la corruzione, la concussione, l'estorsione e l'usura». Proprio sull'usura, però, Unione e Cdl avrebbero trovato un accordo per escluderla dai benefici. La notizia è filtrata da ambienti parlamentari dopo che, in mattinata, Luciano Violante (Ds) aveva sollecitato la modifica del provvedimento di clemenza per escludere anche il reato di usura. In realtà, già tre emendamenti di Lega, Italia dei Valori e An (accorpati perché di uguale contenuto) prevedevano che lo sconto di pena non valesse per quel reato. La proposta di modifica, quindi, è stata condivisa da tutti i gruppi e dovrebbe essere votata dalla Camera. Con il testo cambiato, però, si apre anche un'altra questione politica. La Cdl, infatti, aveva garantito il proprio voto a patto che il testo uscito dalla commissione Giustizia non fosse modificato. Ma, anche adesso, non dovrebbe cambiare idea. In una dichiarazione congiunta il coordinatore di FI Sandro Bondi e il capogruppo alla Camera Elio Vito hanno fatto sapere che, «dopo che l'Ulivo ha dimostrato ancora una volta di non saper mantenere gli accordi raggiunti in maniera trasparente, e nonostante le clamorose polemiche e fratture all'interno del governo fra il ministro della Giustizia e il ministro dei Lavori pubblici, il provvedimento di indulto, solo grazie al senso di responsabilità di Forza Italia, primo partito italiano, può continuare il suo iter legislativo, fino alla sua approvazione definitiva, che noi auspichiamo».
Oggi il voto
Nessuna clemenza per le pene accessorie. Accordo per escludere l'usura