Politica

Domani il voto a Bruxelles

E in Europa il governo dà il via libera alla ricerca sugli embrioni

Un appuntamento al quale l'Italia arriva dopo l'approvazione in Senato, lo scorso 19 luglio, della mozione unitaria che in pratica delinea la posizione che il nostro Paese sosterrà a livello europeo. Una mozione di compromesso che ha acceso le polemiche, divenute ancora più aspre dopo l'ulteriore apertura del ministro della Ricerca Fabio Mussi, che a Bruxelles rappresenterà l'Italia, sul cosiddetto emendamento Niebler che dovrebbe appunto essere in discussione domani: ovvero la possibilità di fissare un termine ultimo oltre il quale si conviene possibile l'utilizzo degli embrioni crioconservati e ormai non più impiantabili a fini di ricerca. Una posizione, questa, sostenuta dalla Germania. E, proprio al suo omologo tedesco, il ministro della Ricerca Annette Schavan, Mussi ha scritto nei giorni scorsi per annunciare che appoggerà la proposta. L'Italia arriva dunque al vertice europeo con una posizione di apertura, e di compromesso, chiaramente espressa dalla mozione unitaria che, da un lato, afferma che il nostro Paese dovrà sostenere le ricerche che «non implichino la distruzione di embrioni» e, dall'altro, apre alla ricerca «sugli embrioni crioconservati non impiantabili». Il compromesso ha soddisfatto le forze della maggioranza, ma è stato duramente criticato dal fronte cattolico e dall'opposizione. Una cosa è certa: con il ritiro della firma italiana alla dichiarazione etica contro la ricerca sulle staminali embrionali, primo atto del neo-ministro Mussi durante il Consiglio Ue dello scorso 30 maggio si sventa la possibilità di una nuova «minoranza di blocco» che possa sancire uno stop europeo al finanziamento di questo tipo di ricerche.

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