quanto stabilito dall'assemblea nazionale di Federfarma, riunita ieri a Roma in seduta straordinaria. Nella delibera dell'assemblea dei farmacisti si evidenza come il decreto Bersani, pur modificato dalla Commissione Bilancio, porti «conseguenze fortemente negative sul livello di tutela della salute dei cittadini, sull'efficienza del servizio farmaceutico». Federfarma accetta gli obiettivi di fondo del provvedimento, non ne mette in discussione l'impianto complessivo e non si oppone alla vendita dei medicinali di automedicazione in esercizi diversi dalle farmacie. I farmacisti però lanciano due proposte: verifica da parte del ministero della Salute dell'elenco dei medicinali senza obbligo di ricetta medica per individuare quelli che potranno essere venduti negli esercizi commerciali senza la presenza obbligatoria del farmacista «la cui collocazione naturale - ribadiscono - è in farmacia»; limitazione del numero di farmacie gestibili da una società e delle società cui può partecipare un farmacista. Gri. Giu.
Lunedì il vertice con il ministro
I Farmacisti pensano a un nuovo sciopero