Politica

La sfida sotto casa di Prodi

«Vinceremo»

Sì perché piazza Santi Apostoli vuol dire Romano Prodi (qui il Professore ha i suoi uffici romani e qui c'è la sede dell'Ulivo) e Roma, Walter Veltroni. Ma in realtà si tratta di una scelta consapevole anche se, come sottolinea dal palco Gianni Alemanno, «l'amministrazione comunale ha fatto di tutto per vietare questo comizio». Alla fine il comizio c'è stato anche se il palazzo dell'Ulivo, forse per un eccesso di prudenza, è rigorosamente chiuso. Anche le finestre del secondo e terzo piano (dove ha sede il quartier generale dell'Ulivo) all'inizio del comizio sono chiuse, ma poi, forse per la curiosità, si aprono, e qualcuno si affaccia per vedere cosa succede. Nel frattempo sotto, nella piazza, i militanti di An sventolano orgogliosi le loro bandiere. Sul palco gran parte dei candidati del partito nel Lazio assieme al «tridente» che An ha deciso di schierare nella Regione: Gianni Alemanno candidato sindaco a Roma, Francesco Storace capolista al Senato e Gianfranco Fini l'uomo che, nei sogni della piazza, potrebbe anche diventare il prossimo presidente del Consiglio. Il primo a prendere la parola è Alemanno che, ovviamente, parla del futuro di Roma, un futuro dove An avrà un peso sempre maggiore. Poi è la volta di Storace che grida a squarciagola il suo sogno: Fini premier. E, visto che Gianfranco Fini è il vero protagonista della giornata, eccolo prendere la parola. Il vicepremier loda chi lo ha preceduto. «Mi auguro - dice - che Gianni Alemanno possa presto diventare il candidato sindaco unico della Cdl». «A Francesco - aggiunge - voglio dire un grazie per la lezione di moralità e stile che ci ha dato. Dimettendosi ha dimostrato che per noi l'onore viene prima di un ministero». Quindi elenca quello che la Destra al governo ha fatto in questi anni: dalla lotta al terrorismo al contrasto dell'immigrazione, dalla lotta alla droga al lavoro sui temi economici (compresa la proposta di abolizione dell'Ici). Ma è sul finale che il leader di An fa scaldare la piazza quando, rivolgendosi ai militanti, li esorta: «Chi avrà più voti andrà a palazzo Chigi. Se An prenderà più voti, e Roma può determinare un grande apporto, non ci tireremo indietro. Destra non vuol dire comandare ma farsi carico delle esigenze del popolo e stare tra la gente. Troppe volte abbiamo chiuso la campagna elettorale al chiuso, ma la destra è destra di piazza o non è tale e stasera ne è la riprova. La destra vince perché interpreta il sentimento della maggioranza del nostro popolo».

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