Come ho sempre fatto. E continuo a lavorare per la vittoria finale, che è ancora a portata di mano». Silvio Berlusconi si chiude nella sua casa-fortezza di Arcore. Stanco, un po' affranto, ma tranquillo. Ecco, sereno è il termine giusto. In parte ricaricato. Ma solo in parte, dopo la settimana di fuoco alla quale si è sottoposto. Stacca i contatti con Roma, parla solo con pochissimi collaboratori ultra fidati. E si prepara a raccogliere le idee in vista dei prossimi appuntamenti. Berlusconi vuole la rivincita. E la vuole subito, visto che domani parteciperà al convegno di Confindustria a Vicenza dove oggi sarà di scena Prodi. Sarà un confronto a distanza quello tra i due e il Cavaliere vuole lanciare già un segnale chiaro: «Faremo vedere a tutti che sono in grande forma, che possiamo ancora vincere». Ma al premier brucia ancora la performance di martedì, il duello tv con il Professore. E allora pensa a rilanciarsi con una serie di apparizioni televisive. Ieri s'è dedicato a una sfilza di tv locali venete. Molte domande sugli eventi locali, appena qualche battuta. E, racconta chi lo ha intervistato, il leader della Cdl ha messo da parte la sparata di numeri e cifre che lo ha «appesantito» nel faccia a faccia con il suo competitor. Linguaggio più discorsivo, toni pacati e meno trionfalistici. «Non ripeterò gli errori fatti», ha promesso. Ma chi si aspetta una totale inversione di tendenza si sbaglia di grosso. Tutt'al più Berlusconi sta cercando una nuova carta da calare per cercare di conquistare gli indecisi. Un nuovo punto programmatico, anche se jolly nel mazzo non ce ne sono. Spiega un fedelissimo del premier: «È finito il primo tempo, inizia il secondo». Una frase che sottolinea una sorta di cambio di passo, un voltar pagina: «La prima parte della campagna elettorale è stata caratterizzata dall'Operazione Verità. Spiegare agli italiani tutto quello che il governo ha fatto: questa parte è compiuta. Ora si apre la nuova fase, Operazione Futuro. E diremo tutto quello che la Cdl ha intenzione di fare». Insomma, sarà l'ora delle proposte. Qualcosa, in questo senso si potrebbe già intravedere nell'intervento dagli industriali. Con le emittenti venete ha parlato di nuove riduzioni di tassse e un piano più intenso per le infrastrutture Berlusconi, però, non abbandonerà anche un altro profilo della sua campagna elettorale: gli attacchi all'avversario e alla sua coalizione. E anche questo capitolo è riassumibile con un titolo: «La sinistra è buona per stare all'opposizione, non è capace di stare al governo». E perché? Perché, ragiona il Cavaliere, non possono tenere assieme i commercianti e Caruso, gli industriali e Bertinotti, il ceto medio e la valanga di nuove tasse che vogliono mettere. E su questo tasto quelli di Forza Italia si faranno sentire nei prossimi giorni, anche per cercare di suscitare una sorta di «paura da Ulivo». Le vaghezze del programma dell'Unione, infatti, possono essere un'occasione per alimentare nuovi timori che potrebbero smuovere gli indecisi, in generale l'elettorato moderato. In questa strategia non sono previsti particolari passaggi con gli alleati. Dei quali il Cavaliere non sembra troppo preoccupato. Non cerca ricuciture. E lo dimostra anche il fatto che ieri a Milano c'era anche Gianfranco Fini. Tra i due una consueta stretta di mano. Ma nessun invito reciproco a cena.
«Lavoro ancora per vincere»
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