Lo hanno scritto in una lettera aperta Marica Di Marco, Annalisa Alfieri, Concetta Balistreri e Mimma Argurio, della direzione regionale Ds; Mariella Cristiano, candidata Dl a Siracusa, Daniela De Luca e Anna Maria Saitta, dell'esecutivo città Palermo Dl. Per le donne di Ds e Margherita «la composizione di liste, sia alla Camera sia al Senato vedono una scarsa presenza di candidature femminili, per altro poste in posizione marginale e di rischio». «In Sicilia — aggiungono — la maggior parte dei partiti non ha esitato a mostrare il volto oligarchico dell'autoreferenzialità, limitandosi a garantire in una perpetuazione di ruoli e funzioni gruppi dirigenti già sperimentati, in alcuni casi usurati dal lungo esercizio di potere». «Come tanti siciliani — concludono — anche noi, gruppi dirigenti femminili dei Ds e della Margherita, abbiamo sperato che, a partire dalla composizione delle liste, si aprisse un processo virtuoso che portasse ad una rappresentanza parlamentare aperta a competenze e saperi del mondo giovanile e femminile: invece, non solo sono state violate norme e regole interne, ma non si è affatto colta la novità della proposta che veniva dalla dirigenza femminile dei due partiti».
LA POLEMICA
«Ds e Dl in Sicilia
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