Parole pesanti, quelle del segretario dei Comunisti italiani, Oliviero Diliberto, per commentare la visita del premier negli Usa e il suo incontro con Bush. «Il discorso propagandistico del presidente del Consiglio a Washington - ha dichiarato sempre Diliberto - ribadisce la totale subalternità del nostro governo nei confronti delle politiche degli Stati Uniti e, allo stesso tempo, indebolisce l'Unione Europea. Occorre voltare pagina. Serve più autonomia nei confronti degli Usa, serve più unità politica, e non solo monetaria, in Europa». Frasi definite «truci» dal sindaco diessino di Torino e difese a spada tratta dal compagno di parito Marco Rizzo: «Proprio perchè riguarda la politica estera, e dunque un settore strategico su cui si misura anche l'autonomia reale di un Paese, il giudizio dei Comunisti italiani espresso dal segretario Oliviero Diliberto non può essere tacciato di essere truce, come fa il sindaco Chiamparino - ha detto l'europarlamentare del Pdci - Essere contro la guerra preventiva voluta da Bush è già di per sé un bel commento. Il fatto che le sue mani siano insanguinate non è retorica, lo testimoniamo, purtroppo, le decine di migliaia di morti del pantano iracheno». Posizioni che hanno gettato benzina sul fuoco delle polemiche sempre acceso a causa della campagna elettorale. «Prodi dica se Diliberto è parte della sua coalizione. Se sì, porta la responsabilità delle sue parole ignominiose», replica il coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi. «Le parole dell'onorevole Diliberto sono semplicemente vergognose. Ci piacerebbe sapere cosa pensano dei concetti espressi dal loro ex ministro Prodi, Rutelli e e Fassino», aggiunge il portavoce di An, Andrea Ronchi. Che continua: «È questa la politica estera dell'Unione?. Ancora una volta il centrosinistra dimostra platealmente la totale incoerenza del loro programma». Antonio Leone, vice capogruppo vicario di Forza Italia alla Camera, parla invece della presunta «subalternità» agli Stati Uniti di Berlusconi e del suo esecutivo. E ricorda: «Diliberto, smessi i panni di ministro dei governi di sinistra, si era precipitato a stringere un'alleanza con Cuba». Per questo, Leone chiede che il segretario del Pdci «si vergogni, invece di permettersi di attaccare lo storico discorso di Silvio Berlusconi davanti al congresso americano. Se il segretario dei Comunisti Italiani vuole dimostrare di essere un vero democratico, rompa immediatamente - chiede in conclusione Leone - l'alleanza con Fidel Castro». E Prodi? Il Professore sceglie la strada del silenzio: «Commentare Diliberto? Meglio di no», risponde diplomaticamente il leader dell'Unione a chi gli chiede un commento.
LA POLEMICA
L'ultima sparata «Mani che grondano sangue vero»
Argomenti