Politica

Berlusconi

già vede il sorpasso

È successo alla conferenza programmatica del Pri, che il presidente del Consiglio ha concluso annunciando che Forza Italia ospiterà per le prossime politiche i candidati del partito di Nucara e La Malfa. L'inizio dell'intervento di Berlusconi è dal podio e suona abbastanza istituzionale: il presidente del Consiglio riceve una bandiera dell'Edera da Nucara, sottolinea «l'identita costante di vedute» con il Pri, l'unico partito «che non ha mai cambiato il suo simbolo», cita Ugo la Malfa e la sua tensione «all'unità in politica estera dell'Europa con l'America». Ma l'ufficialità finisce lì. Berlusconi afferra un microfono e abbandona il palco per scendere tra i militanti che lo accolgono, tutti in piedi, tra gli applausi. E dal centro della sala, tra i repubblicani, il Cavaliere si abbandona a un discorso lunghissimo in cui elenca le cose fatte e da fare del suo governo, parlando anche di giudici, par condicio e delle «menzogne della sinistra», alternando le gag. Come quando protagonista dello scherzo diventa un signore anziano e calvo in prima fila. «Si diceva che sul passante di Mestre si invecchiava. Lei è così vecchio perchè è rimasto lì... Ma lei è giovane nello spirito, se vuole le do l'indirizzo del mio parrucchiere». Dalla platea un altro repubblicano gli grida: «Sono stato rovinato da un tribunale, mi hanno fatto chiudere un'azienda con 100 dipendenti». Pronta la replica di Berlusconi: «I casi come il suo sono tantissimi, abbiamo diritto a una giustizia giusta, il problema è che spesso ci sono giudici che non applicano la legge e vogliono modificare la società». Altri applausi, con l'invito dei repubblicani a far valere la responsabilità penale della magistratura. E poi, le intercettazioni: «Spero che la legge per regolarle riusciremo a portarla a termine questa settimana», annuncia, osservando: «Siamo stanchi di essere ascoltato ogni volta che parliamo alla morosa». Qualcuno grida: «Dal maresciallo!». E Berlusconi: «Guardi, al lavoro ci sono pure tanti appuntati...». E di conversazioni Berlusconi ne "intercetta" una. Vede in prima fila un signore che parla al telefono. Gli si avvicina, gli sfila il telefonino dalle mani e parla lui: «Signora? Buonasera, come sta? Sono il presidente del Consiglio. Chi è lei, la mamma? Ah, la zia. Beh, con le zie ho sempre molto successo». Applausi. Ma Berlusconi non si ferma: «Signora, cos'abbiamo stasera per cena? Ah, va al ristorante? Beh, attenta a non pagare troppo...». Tra le risate, il telefonino torna al legittimo proprietario. Non finisce qui. Si parla dell'Agenzia alimentare di Parma e del veto del premier al Consiglio Ue perché, «contro il volere di Prodi» non venisse assegnata alla Finlandia. «La mia corte alla presidente finlandese - dice ricordando le polemiche a suo tempo scaturite da una sua battuta - era solo gentilezza latina. Nulla di più». Un accenno al governo della sinistra. «Di 5 anni di governo di centrosinistra in mente sono restate solo poche cose: l'eurotassa, il prelievo notturno di Amato e l'Irap, l'imposta rapina sulle imprese». Quindi l'annuncio dei risultato di un sondaggio «di amici americani seri, che dicono che c'è un "sindacato" dei loro colleghi italiani. Ora siamo al pareggio, tra quindici giorni saremo al sorpasso».

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