Silvio Berlusconi parla a tutto campo in un'intervista rilasciata a Franco Bechis per ClassCnbc (canale 505 di Sky). Ne pubblichiamo ampi stralci. Diecimila in meno all'Alitalia. «Abbiamo ereditato una situazione dell'Alitalia… Hanno fatto 64 scioperi, mentre Air France zero, sono ormai connaturati al privilegio, per cui ci sono 18.000 posti e mi dicono, Cimoli dice che sono 10.000 di più, cioè hanno delle medie di presenze in volo e a terra che sono due volte quelle degli altri vettori internazionali, ditemi un po' come si fa. Poi abbiamo aperto in maniera assoluta alle low cost, per cui i prezzi sono precipitati. Non lo so come faremo». Meno tasse per tutti. «È stata realizzata in parte perché da allora è cambiato lo sviluppo di tutta l'economia europea. Credo sia già miracoloso che siamo riusciti ad attuare una buona parte di questa riforma, soprattutto nei confronti delle famiglie meno agiate. Sono circa 30.000 miliardi delle vecchie lire quelle che hanno costituito lo sconto sulle imposte per chi ha un reddito basso. (15.000 euro 55%, 20.000 24%, 25.000 14%). Poi abbiamo naturalmente abbassato anche altre imposte, come quella pagata dalle società sui loro utili scesa al 33%, abbiamo ridotto di un punto il cuneo fiscale, siamo intervenute in diverse altre direzioni eliminando la tassa di successione, che invece la sinistra dichiara di voler rimettere in auge». Noi e la sinistra. «In fondo io credo che una delle differenze importanti tra noi e la sinistra sia proprio questa: noi abbiamo fatto di tutto per avere uno Stato moderno, che dia servizi efficienti ma costi meno ai cittadini, in modo da poter ridurre la pressione fiscale e quindi ridurre le tasse. Continueremo su questa strada». Cinque anni difficili. «Abbiamo operato nei cinque anni più difficili degli ultimi decenni. Nonostante ciò siamo riusciti a non mettere mai le mani nelle tasche degli italiani, anzi a ridurre le tasse alle famiglie meno agiate, a creare più di 1,5 milioni di posti di lavoro, ad aumentare le pensioni sociali minime, ad avviare oltre 60 cantieri delle grandi opere. Se non è un miracolo questo...». Prima tutto più facile. «Vede, una volta era più facile governare: si poteva aumentare la spesa pubblica a dismisura, adesso c'è Maastricht e non si può più; si poteva aumentare il debito pubblico a dismisura e in effetti ci hanno consegnato una montagna di debiti che è la terza del mondo; si potevano aumentare le tasse, cosa che hanno fatto tutti i governi compresi gli ultimi governi della sinistra; si poteva fare la svalutazione della lira per sostenere le esportazioni, noi ci siamo trovati addirittura in controtendenza, perché addirittura l'euro è ipervalutato». Ho tenuto assieme Europa e Usa. «Abbiamo sempre fatto una politica integrata in quella dell'Ue. Abbiamo il grande merito di aver tenuto l'Europa collegata agli Stati Uniti, cosa che altri, Schoeder e Chirac in testa, non hanno fatto. Questo mi viene riconosciuto con enorme merito dal Congresso Usa, che mi ha invitato ad essere presente in una sessione delle due camere riunite ai primi di marzo proprio riconoscendomi questo merito. Ho mandato avanti la continuità della politica transatlantica. Ora in Europa questa continuità è stata ripresa, in Germania la signora Merkel ha cambiato la politica di Schroeder, Chirac ha mutato il suo atteggiamento, per cui io ho avuto, me lo lasci dire, come al solito ragione». Prodi non difende l'Italia. «Oggi Italia è rappresentata bene, ha qualcuno che difende i suoi interessi, cosa che Prodi non ha assolutamente fatto. Pensi che negli anni della sua opaca presidenza alla Commissione Ue non ha mai difeso l'Italia. Se era per lui l'agenzia sulla sicurezza alimentare sarebbe andata alla Finlandia, io sono riuscito a ottenere le cosiddette reti transeuropee, abbiamo modificato il trattato di Maastricht, abbiamo avuto l'influenza principale sulla nomina del presidente della Commissione, abbiamo ottenuto per i prossimi sette anni 1900 milioni euro per lo svilu
«In Alitalia
diecimila di troppo»