Politica

Prodi dà il suo «addio» al Cav

Ad affermarlo ieri è stato Romano Prodi, giunto al Parlamento europeo per partecipare ad un meeting sul programma dell'Unione, rispondendo così al premier Silvio Berlusconi che martedì, durante la trasmissione Porta a Porta, aveva accusato l'ex presidente dell'esecutivo europeo di aver trattato in modo poco rigoroso il bilancio pubblico italiano. Come presidente della Commissione europea, ha risposto il leader dell'Unione, «abbiamo fatto un controllo strettissimo delle finanze dei Paesi europei» e «nessuno mai ha messo in dubbio né in Italia, né in qualsiasi Paese europeo, l'oggettività e il rigore della mia commissione», ha aggiunto. Inoltre, ha precisato ancora Prodi, sono stati restituiti «agli Stati membri miliardi di euro ogni anno. In alcuni casi, come quello di Francia e Germania, non hanno accettato i rilievi della Commissione». Per Prodi, oggi è indispensabile che l'Italia torni ad avere un ruolo forte in Europa. Soprattutto considerato che «non è stata certamente l'Europa al centro degli obiettivi di Silvio Berlusconi» durante la sua legislatura. «Tutti attendono - ha detto - un'Italia che aiuti a riprendere un cammino europeo» e la speranza è che «dopo le elezioni lo si possa fare», perché «l'Italia staccata dall'Europa non ce la può fare». Insomma, il governo di Silvio Berlusconi, «ha scelto la via del populismo, ha criticato la scelta dell'euro e ha offeso l'istituzione», mentre la coalizione del centrosinistra ha in programma di «consolidare la partecipazione alle scelte fondamentali dell'Europa». Prodi ha concluso il suo intervento con un «addio Cavaliere». Un saluto suggeritogli da una frase pronunciata pochi minuti prima dal capogruppo del Pse al Parlamento europeo, Martin Schulz. «Addio Cavaliere. Lottiamo per Romano Prodi».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.