Comportamenti dei tifosi giallorossi che potrebbero costare caro alla Roma (fino a due giornate di squalifica ma tra le ipotesi c'è anche quella di un turno di stop a porte chiuse). Eppure a Trigoria preferiscono guardare con ottimismo alle mosse del giudice sportivo. E la maggior parte dei tifosi romanisti ieri ha condannato gli autori di certi gesti. Il tam tam delle radio racconta di sostenitori giallorossi indignati e arrabbiati con chi usa gli spalti per esporre simboli e messaggi politici, a maggior ragione per quelli esposti domenica. Stanca di certi episodi la maggior parte dei tifosi invita a condannare chi commette certi gesti. Così come la Roma, prima per voce di Pradè, poi con Tommasi e Spalletti e infine con un comunicato vuole prendere le distanze da certi episodi. Diretto Tommasi: «Non sono stati pochi, ma più persone. Mi dispiace che sia successo un fatto del genere, credo sia dovuto anche al fatto che la tifoseria avversaria era quella del Livorno: l'hanno fatto per far parlare e provocare. Scrivere uno striscione così, e prepararlo da parte di più persone, perché era grande, è il fatto più preoccupante. Il problema vero è che certa gente va allo stadio portandosi queste bandiere». Oggi si pronuncerà il giudice sportivo sulla vicenda. A Trigoria aspettano e sperano che non venga penalizzata la maggior parte dei tifosi che hanno semplicemente assistito a quanto accadeva sugli spalti.
Per la Roma
forse un turno a porte chiuse
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