Politica

«Sta troppo in tv. Ci sarà la fuga»

Massmediologi e sondaggisti bocciano la sovraesposizione del Cav

C'è il rischio di una fuga dal piccolo schermo. Le critiche di Casini al Cav? Mi sembrano fisiologiche, fanno parte di questa campagna elettorale in cui si applica il meccanismo proporzionale». Klaus Davi, massmediologo e consulente di aziende e partiti quali i Ds e l'Udc storce il naso di fronte a come Berlusconi sta conducendo la campagna elettorale. Gli fa eco il sondaggista Nicola Piepoli che considera lo smarcamento del presidente della Camera Pier Ferdinando Casini come «il tentativo di rafforzare l'Udc che probabilmente secondo alcuni sondaggi è elettoralmente debole». L'analisi di Klaus Davi è questa: «In questa fase vale la regola del liberi tutti. Per la Cdl è una novità dal momento che è sempre stata più unita del centrosinistra. C'è in gioco non solo l'esito elettorale ma anche la futura leadership. In caso di sconfitta, nella Cdl si rimescoleranno le carte in tavola e allora varrà il numero dei voti presi. Tanto più che, sempre in caso di sconfitta, potrebbe non essere più Berlusconi a guidare lo schieramento dell'opposizione». Il massmediologo poi boccia la strategia delle procure. «Berlusconi chiamando in causa la magistratura che ha sempre combattuto, può sembrare incoerente. Sarebbe stato meglio aspettare l'esito delle indagini. Quando un partito entra a gamba tesa contro un altro partito non ha nessuna credibilità. È quanto è avvenuto a Storace quando ha preso di mira Alessandra Mussolini». L'esito elettorale del caso Unipol? Per Klaus Davi «Berlusconi finora ha ottenuto un solo risultato. Ovvero distogliere l'attenzione dai problemi del Paese. Per il resto rischia di essere un boomerang. La parte anti-giustizialista del suo elettorato potrebbe astenersi dal voto perchè potrebbe giudicarlo incoerente». Per Davi è un po' quello che accade quando la sinistra va «a pavoneggiarsi nei salotti. Gli elettori fedeli lo sentono come un tradimento». Per il sondaggista Nicola Piepoli gli attacchi di Casini a Berlusconi si spiegano solo in un modo: «probabilmente il presidente della Camera ha alcuni studi dai quali emerge che l'Udc si è indebolita e così smarcandosi dal Cavaliere vuole marcare la sua identità e aumentare consensi». Piepoli sottolinea che Casini è sempre stato molto attento al marketing politico. «Già vent'anni fa, era il 1987, mi commissionò una ricerca per seguire giorno dopo giorno la campagna elettorale. E a quel tempo nessuno usava le ricerche di marketing in chiave operativa». Secondo Piepoli l'area ex democristiana è la più debole. «La situazione dei centristi è cambiata rispetto a qualche mese fa. Si è allontanata l'ipotesi di ricreare un grande centro e questo ha indebolito i fautori di questo progetto». Di qui per Piepoli la strategia di «correre ognuno per se indipendentemente dallo schieramento». Quanto alla Lega e a Alleanza Nazionale «anche loro stanno giocando una partita singola. Il Carroccio si è concentrato a livello territoriale e quindi non ha bisogno di far leva sulla propaganda. Per questo si mantiene defilato. Va anche considerato che non ha un leader forte». Diverso per Piepoli il discorso su An. «Ha un leader forte giacchè Fini è solido nel partito e nel suo elettorato e quindi l'effetto trascinamento dei consensi è assicurato. Questo spiega perchè il vicepremier non ha la necessità di spingere al rialzo i toni. Anzi più si mantiene misurato e più ottiene dei vantaggi». L.D.P.

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