Non è vero. Ogni volta che è stato attaccato dalla sinistra sul piano giudiziario l'Udc è stata al suo fianco». Il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa smorza la polemica ma vuole essere chiaro su un punto: la strategia delle procure in campagna elettorale non paga anzi potrebbe rivelarsi un boomerang. Quindi «meglio riportare il dibattito sui contenuti». Ma come Berlusconi parte lancia in resta contro i Ds e l'Udc dice che fa avanspettacolo in Procura? Ce n'è abbastanza per lamentarsi della scarsa fedeltà degli alleati, o no? «La politica è una cosa e i fatti giudiziari sono un'altra. Berlusconi poteva fare a meno di andare in Procura anche se dopo quello che era successo a Porta a Porta era un atto dovuto. Il premier fa bene a denunciare il collateralismo tra le coop e la sinistra e sulla vicenda Unipol va fatta chiarezza. Anche noi abbiamo sempre detto che le coop dominano l'economia di molte Regioni». Eppure, anche se dite che occorre far chiarezza, vorreste che Berlusconi si facesse da parte? «Bisogna abbassare i toni. La nostra preoccupazione è di non portare l'elettorato allo sfinimento, alla completa sfiducia verso la politica». Avete qualche indicazione sull'effetto Unipol in funzione elettorale? «I nostri sondaggi indicano che nell'immediato la reazione nel centrosinistra è n un aumento dell'astensione pari al 2,5%-3%. Nel lungo periodo il rischio è che il fronte dell'opposizione si ricompatti, che vengano soffocate le divergenze interne in nome dell'attacco al comune nemico Berlusconi. Ecco perché vogliamo riportare il dibattito sui contenuti, sulle priorità delle persone. Non limitarsi a dire quello che il governo ha fatto ma anche quello che vogliamo fare in caso di vittoria elettorale». Ma Berlusconi ha detto chiaramente che la vicenda Unipol non è chiusa. Ovvero intende continuare su questa strada. Avete intenzione di andare dal premier a spiegargli la vostra strategia? «Non c'è nessun vertice in programma con Berlusconi. D'altronde l'effetto del nuovo meccanismo proporzionale è proprio quello che ognuno fa la sua strategia elettorale. Noi cercheremo nei prossimi giorni di riportare il dibattito sui temi che ci interessano di più quali la centralità della famiglia, le fasce deboli, le questioni sociali. Questi argomenti saranno approfonditi da un gruppo di lavoro per preparare il programma elettorale». Facciamo uno scenario. Immaginiamo la sconfitta della Cdl. Berlusconi potrebbe ancora guidare l'opposizione? «Se dovessimo perdere, ma sono fiducioso nella vittoria, c'è la possibilità di costruire un grande partito popolare con Forza Italia e An, una grande aggregazione alternativa alla sinistra». Tenendo fuori la Lega? «La Lega non ha niente a che fare con il partito popolare, dice cose che non ci riguardano, è lontana da noi». In questo nuovo Grande Centro vede bene anche Mastella? «Mi chiedo come faccia Mastella a stare ancora in una coalizione che ha al suo interno i radicali e i comunisti. Il posto di Mastella è con i moderati». Che ne pensa dell'invito lanciato da Rotondi agli ex Cdu? «Chiacchiere in libertà. Dico solo che durante l'ufficio politico avevo al mio fianco Buttiglione e Tassone. Più chiaro di così». Cosa è cambiato nell'Udc dopo l'uscita di Follini? «Non è cambiato nulla. La linea politica è rimasta la stessa come dimostrano le posizioni sulla par condicio, sulla ex Cirielli, sulla famiglia». Ma se non è cambiato nulla perchè è stato sostituito? «Io gli ho chiesto fino alla fine di restare al suo posto. Quanto ai cambiamenti semmai sono migliorati i rapporti con Berlusconi ma forse è solo una questione di carattere. La linea politica è rimasta la stessa».
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