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Fini: «Anche io ho visto Barnheim»

Il punto, però, avverte il leader di An, è che i Ds facevano il tifo affinchè Bnl «diventasse organica al loro partito e spesso i cronisti quando parlano dei tifosi li definiscono il dodicesimo uomo in campo». L'attenzione di Fassino alla scalata Unipol su Bnl è «un conflitto di interessi», sottolinea il leader di An, perchè chi amministra città, regioni e province, se ha anche il controllo di una banca «crea un rapporto di egemonia che influisce sul libero mercato». «Questo collateralismo crea problemi al mercato», fa notare Fini. «Quindi mi chiedo — prosegue Fini — perché il segretario di un grande partito vuole sapere se una scalata è andata in porto, c'era un piano o solo curiosità? Come leader politico, che vantaggio pensava di trarne? Maliziosamente — trae le conseguenze il vicepremier — possono rispondere che i Ds, che godono del sostegno legittimo di Legacoop e Unipol, avrebbero avuto un interesse obiettivo a controllare una banca attraverso un uomo di fiducia come Consorte». Fini puntualizza che «il mondo cooperativo non solo non va criminalizzato, ma va ringraziato per quelle cooperative che operano con funzioni sociali» che «adempiono ad una missione». «Ma il tradimento dello spirito della cooperazione è quando si vuole diventare dei banchieri», chiarisce. Al segretario dei ds Fassino dice: «Avete perso l'aureola. Non potete più fare appello alla diversità di berlingueriana memoria». Poi Fini ha spiegato come funziona il gioco delle tre punte alle prossime elezioni, determinato dalla nuova legge elettorale proporzionale. «Se vinceremo le elezioni e An prenderà un voto in più di Forza Italia sarò io ad essere indicato al presidente della Repubblica come capo del governo. Berlusconi è colui che porta la coalizione al voto, ma leader sarà colui che prenderà più voti». Poi sottolinea che «c'è un vincolo di coalizione e poi ci sono le nostre identità». Il vicepremier ha anche elogiato il ministro Alemanno che «ha dato una lezione di stile rinunciando all'immunità parlamentare per consentire il proseguio delle indagini, anche perchè l'ipotesi di reato è stata definita dallo stesso pubblico ministero insussistente». Il ministro delle Politiche Agricole Gianni Alemanno è coinvolto in un'inchiesta legata a Parmalat per un presunto finanziamento illecito. Fini ha poi detto di essere d'accordo con l'idea di Fassino di «aumentare la tassazione non sui bot o altri strumenti di risparmio delle famiglie, ma sulle operazioni di tipo speculativo sulle quale sarebbe necessario omologarci all'Unione europea».

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