e queste polemiche provocano a loro volta la reazione del centro destra, che attacca l'Unione per le «divisioni» sulla politica estera, e Romano Prodi, accusato di essere incapace a fare chiarezza fra le posizioni radicali e quelle, giudicate più ragionevoli, espresse da Violante nell'accompagnare Casini in Iraq. Che Violante dai soldati abbia dato un segnale sbagliato, lo ripetono esponenti Verdi e comunisti. Per Marco Rizzo, del Pdci, Violante «sbaglia», sia perchè l'elettorato dell'Unione è per il ritiro, che è anche la posizione sottoscritta in Parlamento dalle forze di opposizione, sia perchè con dichiarazioni «ambigue» la sinistra «presta il fianco» alla Cdl. Anche i Verdi, che con Paolo Cento annunciano che chiederanno il voto in Parlamento sulla mozione per il ritiro, sollecitano «coerenza di comportamento» e, come dice il presidente Alfonso Pecoraro Scanio, criticano «strappi e contraddizioni». La Cdl sollecita chiarezza a Prodi. Il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa chiede a Prodi di dire se giudica la visita di Violante a Nassiriya «una scelta sbagliata», o «una doverosa testimonianza di solidarietà» ai soldati. Anche il vice ministro Adolfo Urso, di An, chiede che Prodi dica se sta dalla parte di Violante, o da quella di Verdi e comunisti. Per il leghista Calderoli Prodi è costretto a dire «tutto e il contrario di tutto» da una coalizione divisa su elementi essenziali.
LA POLEMICA
Iraq, Violante divide l'Unione Cdl attacca
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