Politica

IL FUTURO

Il debutto a gennaio tra nomine, dimissioni e nuove regole

E molte sono le novità attese con il suo arrivo a via Nazionale. A partire dagli uomini che l'ex direttore generale del Tesoro sceglierà per i posti che sono — o a breve saranno — rimasti vacanti. Dovranno essere, per esempio, occupate le poltrone di funzionari generali che hanno già raggiunto - o sono prossimi a farlo - i requisiti per andare in pensione. È il caso del segretario generale Cesare Augusto Giussani, di Pasquale Antonio Soda, e Anna Maria Giannoni della Ragioneria generale. E tra le curiosità legate all'arrivo dell'ex numero due della Goldman Sachs a via Nazionale ci si interroga anche sulla stanza che sceglierà come suo ufficio. Secondo la tradizione, il nuovo governatore non ha mai occupato la stanza del predecessore. Antonio Fazio occupava la stanza che fu di Guido Carli e di Paolo Baffi nell'Acquario al piano 1N. Dire sin d'ora se questa tradizione verrà interrotta è difficile ma si scommette che in via Nazionale Draghi occuperà la stanza che fu di Carlo Azeglio Ciampi. Ma grande sarà l'impegno che la nuova riforma del risparmio chiederà al nuovo governatore per organizzare la Banca d'Italia alla luce delle novità in materia di competenze sulla concorrenza bancaria. Uguale impegno sarà richiesto alle altre autorità (Consob e Antitrust). Tra le novità introdotte dal governo nella riforma del risparmio c'è il passaggio, infatti, di parte delle competenze sulla concorrenza bancaria dalla Banca d'Italia all'Antitrust. «Non è escluso — ha scritto ieri La Repubblica — che sia creata una direzione ad hoc per meglio sbrogliare i nuovi compiti di vigilanza sulla concorrenza bancaria, previsti dalla legge in condominio con la Banca d'Italia». E tale direzione potrebbe essere affidata a Giovanni Calabrò, già alla direzione Industria di base ed energia dell'Antitrust. Alla Banca d'Italia di fatto rimarrà la concorrenza in relazione alla stabilità dell'universo creditizio e considerando che l'85 per cento del personale addetto al Servizio concorrenza di via Nazionale — pari a circa 150-160 dipendenti — lavora sulla concorrenza riferita proprio alla stabilità, si escludono passaggi di personale. Ma è ancora troppo presto per parlarne dicono da Palazzo Koch.

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