Questo l'ambizioso obiettivo di chi sabato a Roma ha organizzato l'incontro dei rappresentanti delle liste civiche di tutta Italia che guardano al centrosinistra. Si tratta del consigliere alla regione Lazio Roberto Alagna, coordinatore delle liste civiche di centrosinistra, eletto un anno fa nella lista per Marrazzo. «Posso dire senza presunzione che Marrazzo è diventato presidente grazie a noi: gli abbiamo portato più di 180 mila voti, vogliamo fare altrettanto con Prodi». Ma questo raggruppamento così eterogeneo, geograficamente e politicamente, troverà davvero i voti per superare la selva di sbarramenti previsti dalla nuova legge elettorale (tra il 2% alla Camera e il 3% al Senato se si è collegati a uno schieramento, tra il 4% e l'8% se si corre da soli) ed essere di aiuto alla coalizione del centrosinistra? E una volta eletti quelli della lista «cittadini per il presidente» chi e cosa rappresenteranno? Certo Prodi osserva con simpatia questa esperienza. E sabato erano tanti quelli che a lui guardano e che il Professore ricambia con stima e attenzione politica, come il presidente della regione Friuli Venezia Giulia Riccardo Illy, la neocandidata - promossa con le amate primarie - alla conquista della presidenza delle regione Sicilia, Rita Borsellino (emozionata di partecipare a questo incontro politico dopo tanti di anni di volontariato), e ancora l'ex sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che molto probabilmente guiderà il centrosinistra alla riconquista della città. Però questo non è il partito di Prodi, non è la lista del Professore. Quindi è difficile dire cosa a livello nazionale possa davvero rappresentare quest'insieme così diverso di realtà politiche locali, che va dalle posizioni più girotondine («I sindaci della Val di Susa hanno sacrosanta ragione» dice Marco Zabotti, consigliere al comune di Bolzano) a quelle più moderate (per Illy: «Dobbiamo spendere meno per la sanità, lasciare i soldati italiani in Iraq, tagliare il costo del lavoro»). Come fa notare Paolo Cento, deputato dei Verdi, unico leader di partito che ha seguito l'incontro, «Le liste civiche per loro stessa natura funzionano quando sono legate direttamente a un candidato, sia esso per la guida di una regione o di un comune. Qui Prodi non c'è, quindi dove pensano di trovare i voti?». Gli risponde indirettamente, Marco Manneschi, consigliere comunale ad Arezzo, dice «Possiamo essere una specie di lobby di sinistra. Portare nei Palazzi di Roma le richieste e le istanze dei cittadini che non riescono a farsi sentire». E comunque i rappresentanti delle liste civiche non si fanno troppi problemi sulla disomogeneità delle loro posizioni politiche. «Noi abbiamo un mandato, rappresentare le istanze locali che i partiti troppo presi dagli equilibri nazionali, spesso dimenticano» dice Giuseppe Ielo, consigliere al comune di Reggio Calabria. E poco importa pure da che parte stare, infatti il centrosinistra si sceglie perché è dato per vincente. I vari consiglieri comunali, sindaci, assessori regionali aspirano soprattutto a rappresentare anche a livello nazionale un elettorato moderato che pensa i problemi locali qualche volta vanno risolti a livello nazionale. Si fa un gran parlare di società civile e di cittadini che si vogliono impegnare nelle istituzioni. In sala c'è un po' di tutto, tutti vogliono però trovare finalmente qualcuno che si occupi di loro. Nicola Sebastiano, un imprenditore di Roma che si occupa di impianti tecnologici, lo dice apertamente: «Da questi signori mi aspetto che costruiscano un soggetto politico che possa essere un interlocutore serio nelle istituzioni per chi, come me, vuole far girare l'economia di questo paese. Io ho votato a lungo centrodestra, ma ho continuato a vedere che i grandi appalti, chissà perché, anche qui nel Lazio, finivano sempre nelle solite mani. Mi sono stufato, noi piccole e medie imprese non vogliamo soccombere». Certo strano miscuglio. Infatti accanto a lui c'è Pancho Pardi. Il leader dei girotondi di Moretti
Prodi fa i conti con le liste «bloccatutto»
Il trionfo del localismo rischia di diventare un boomerang per il centrosinistra e per il suo leader