Secondo il sondaggio dell'Ipr Marketing, oggi il 69% dei romani voterebbe per Walter Veltroni sindaco. Il 16,8% in più rispetto a quando è stato eletto primo cittadino mel 2001. A dirlo è un campione (disaggregato per età, sesso e residenza) di mille persone intervistate a Roma il mese scorso. Ma perché questo diessino figlio di uno storico direttore del Tg Rai, amante del cinema, estimatore di Kennedy, con la passione per i Beatles, piace tanto alla smaliziata popolazione della capitale? Antonio Noto, direttore dell'istituto che ha effettuato il sondaggio, ha due spiegazioni, una sociologica e una politica. Ma tiene a sottolineare che in ogni caso si tratta di un dato «freddo», non influenzato da una campagna elettorale già in corso e da una competizione in atto. Un «dato di partenza», insomma, che però già la dice lunga sulla forza che Veltroni esercita sul suo elettorato. «Veltroni è un grande comunicatore e il cittadino romano ha percepito benissimo che in tutti questi anni il sindaco ha collaborato attivamente per il riposizionamento dell'immagine della Capitale rispetto al resto del paese», spiega Noto, che aggiunge: «Il sindaco così diventa come il portavoce di un'immagine che i romani vogliono che abbia la loro città. Al punto che l'insoddisfazione e i micro problemi quotidiani, legati al traffico o alle buche, finiscono in secondo piano rispetto all'orgoglio di una Roma tornata vincente rispetto alle grandi città del Nord, aperta al sociale, più internazionale e animatrice culturale». In sintesi, soddisfa più un Veltroni che prende e va in Africa ad aiutare i bambini malati, che uno che si occupa dei baraccati di casa nostra? «Già, offre un'immagine più internazionale e aperta, anche se poi il sindaco resta molto radicato e vicino al cittadino comune, per altri versi», racconta Noto alludendo al grande presenzialismo del sindaco che si mette pure a doppiare i cartoni animati e sogna di costruire a Roma un ospedale rivoluzionario con prati e spazi a misura di bambino. Veltroni sindaco modello introduce l'aspetto politico del fascino che esercita sui cittadini. Spiega Noto: «É un moderato da sempre, non è mai stato un estremista. Nel senso che incarna da solo quel partito democratico che Rutelli e Fassino cercano di mettere in pratica. Anzi, in tutti questi anni, in mancanza di un oppositore da parte della Cdl si è guadagnato un consenso più trasversale. Non sarà facile in soli tre mesi di campagna elettorale costruirgli un vero avversario, un anti-Veltroni». Così Noto descrive il sindaco numero uno d'Italia: positivo, solare e rassicurante. «Walter» viene secondo lui percepito però non come «buono» o «buonista» dalla gente, come dicono i media, ma come un politico abile e scaltro che va diritto al cuore della Capitale, nuovamente centro culturale e cinematografico del paese, ma che nello stesso ha dovuto lavorare duramente e con tempi lunghi per riuscire a conquistarsi tale consenso. «Mi ha colpito molto quando nel giorno dell'Immacolata, davanti a milioni di persone in diretta Tv ha salutato il pontefice a piazza di Spagna genuflettendosi completamente - racconta Noto - magari non sarà un cattolico praticante, ma tutta la sua figura parlava chiaro: in quel momento riconosceva l'immensa superiorità del Papa e voleva comunicarlo a tutti». Ma Veltroni avrà pure qualche punto debole, dei temi sul tappeto sui quali non riesce a soddisfare i cittadini, come l'annoso problema del traffico... Per Noto il futuro avversario del sindaco in carica dovrà far leva proprio su tutto quello che nemmeno Veltroni è riuscito a sanare, come le difficoltà del trasporto urbano, le carenze del manto stradale, gli ingorghi e quant'altro fa infuriare ogni giorno il cittadino romano tipico. Insomma, sull'operatività quotidiana c'è ancora molto da fare. Ma non sarà certamente facile smontare in pochi mesi un consenso e un' immagine comunque positiva e vincente costruita attraverso anni e anni di veltronismo.
È Veltroni-boom: sale di 17 punti
Noto: «Vince per la moderazione e la rivalutazione di Roma capitale»