«Con il federalismo padroni a casa nostra», è lo striscione che ha aperto il corteo e che è sorretto dai rappresentanti della «guardia nazionale padana». Partito dai Giardini reali, il corteo si è diretto nella vicina piazza Castello, dove parleranno tra gli altri il segretario federale Umberto Bossi e il ministro Roberto Calderoli. Presenti anche numerosi parlamentari della Lega, fra cui i piemontesi Roberto Cota e Mario Borghezio. Il corteo è colorato dalla bandiere della Lega che raffigurano Alberto da Giussano e da quelle con il Leone di San Marco. Le note di due cornamuse fanno da sfondo alla sfilata e si alternano a quelle del «Và pensiero» diffuse dagli altoparlanti. «Quando si conosceranno i contenuti della devolution verranno messi in minoranza gli slogan e le falsità diffuse dalla sinistra. Sono convinto che anche al sud la gente voterà la riforma», ha sottolineato il ministro per le Riforme, Roberto Calderoli a Torino per la manifestazione federale della Lega. «Abbiamo organizzato questo appuntamento in Piemonte -spiega ancora- perché qui la devolution è nata nel '99 ad Aqui Terme e nel periodo in cui è stata approvata era giusto tornare in Piemonte, dove la devolution scozzese è stata tradotta in devoluzione e poi è diventata un fatto». Calderoli ha quindi ricordato che «nel 2006 ci aspettano due passi importanti vincere le politiche e poi anche il referendum». Bossi dal canto suo ha parlato di fronte migliaia di militanti: «Siamo solo all'inizio di un grande processo di rinnovamente, andremo in giro per tutta l'Italia per spiegare come stanno le cose». Scandendo più volte la parola «libertà», Bossi, interrotto dagli applausi ha sottolineato: «La globalizzazione impone il federalismo, il federalismo non l'ho inventato io ma alla Lega va il merito di essere stata la prima a capirlo, a capire che il processo storico della globalizzazione lo impone».
MANIFESTAZIONE
La Lega festeggia a Torino Tutti in piazza per l'ok alla devolution
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