Politica

I partiti a Prodi: «Autofinanziati»

Ed è proprio quest'ultimo punto che potrebbe fare da sfondo alla discussione sui primi due temi: è opinione diffusa che se Prodi dovrà condurre una campagna a nome dell'Unione, è pur vero che la campagna elettorale dell'Ulivo esige una gestione il più possibile unitaria. In tal senso i segnali giunti dal Big Talk della Margherita fanno ben sperare e tutto fa presupporre che anche la conferenza della Quercia confermerà questa larga intesa. Rispetto ad una settimana fa, è dunque migliorato il clima politico propedeutico a stringere un'intesa sui fondi che serviranno per condurre la campagna elettorale di Prodi; almeno sul fronte Ulivo, perchè su quello di coalizione bisognerà vedere se ci sono i margini per un'intesa con i partiti più piccoli. «Entro Natale - assicura Dario Franceschini dei Dl - tutti i problemi di assetto della coalizione dovranno essere risolti. Dobbiamo decidere subito con quante e quali liste ci presentiamo alle elezioni, in gennaio partirà una campagna elettorale in cui saremo uniti». Dopo un primo incontro di qualche giorno fa, i tesorieri di Ds (Ugo Sposetti) e Dl (Luigi Lusi) sono di nuovo riuniti con lo staff di Prodi: la piattaforma su cui si discute riguarda innanzitutto la parte di campagna che Prodi farà a nome dell'Unione e prevede una quota del 67% di contributi a carico di Ds e Dl e del 33% agli altri partiti. Ma è su questo punto che le posizioni non collimano, visto che i piccoli recalcitrano e legano la loro disponibilità anche alle scelte da fare sulle liste al Senato. Mentre Ds e Margherita non ci stanno a finanziare da soli la campagna del leader. Nelle intenzioni dei partiti lo stesso leader dovrebbe provvedere con un suo comitato a raccogliere fondi per autofinanziarsi. In tutto ciò, la campagna di Prodi sarà modulata anche in base alle decisioni che verranno prese sulle liste al Senato: se alla Camera ognuno andrà per conto suo, non è escluso che ritorni in auge la lista di tutta l'Unione «a macchia di leopardo». Oggi comunque, i leader e i numeri due dovranno formalizzare la nascita della cabina di regia (Fassino, D'Alema, Chiti, Migliavacca per i Ds; Rutelli, Marini, Parisi, Franceschini per i Dl; Prodi, Santagata, Levi) e firmare l'accordo economico.

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