Una sorta di lista dei testimonial. Sarà la lista che affiancherà quella di Forza Italia, avrà un suo simbolo - forse quello della Casa delle Libertà, non a caso di recente registrata a Roma da un senatore azzurro - e conterrà la «crema» dei supporter di Berlusconi. Ci sta lavorando in gran segreto Marcello Dell'Utri, l'inventore degli azzurri richiamato di gran corsa dal Cavaliere per rimettere in sesto partito e coalizione. E non a caso Dell'Utri, uomo di poche parole, a chi gli chiede conferma si ferma ad un vago: «Si può fare, se sarà una buona cosa certamente la faremo», aggiungendo una smorfia, quasi un sorriso compiaciuto. Pescando personalità dallo sport, dall'impreditoria, dal mondo delle arti e delle professioni. È questo il modello Koizumi, l'esempio giapponese evocato dal Cavaliere nella cena dell'altra sera all'Hotel Hilton. Il premier del Sol Levante ha sciolto le Camere, si è presentato alle elezioni inserendo nella sua lista i «migliori» del Paese. Dal miglior cuoco al più famoso architetto: e il risultato nelle urne è stato una stravittoria. Non è la prima volta che Berlusconi evoca l'operazione del suo amico. Anche se è lo stesso Dell'Utri, parlando di un «modello positivo», a mettere un paletto: non serve rincorrere grandi nomi di attori e cantanti «perché l'elettorato italiano ha sempre preferito un buon politico a un buon professionista». E infatti la lista del presidente sarà lo specchietto per le allodole, non ci saranno nani e ballerine ma uomini che sono simboli del successo nei loro campi di lavoro. «Le nuove energie saranno anche convogliate dentro Forza Italia», spiega il vicecoordinatore azzurro Fabrizio Cicchitto. Si lavora a un vero piano di azione. Ci sarà la ristrutturazione del partito. Entreranno nuovi nomi, soprattutto dalle categorie sociali. Contatti sono in corso con i medici, improvvisamente ravvicinatisi al centrodestra dopo la firma del corposo nuovo contratto firmato con il governo. Trattative si sono intensificate con i commercianti, tanto è vero che Billè ha avuto una posizione più defilata - invece della solita contestazione - nei confronti della Finanziaria. E, ancora, dialogo con l'itticoltura, l'artigianato, gli armatori, gli imprenditori agricoli. E qui scatta il terzo livello d'intervento. Gli uomini di Cavaliere stanno lavorando per realizzare un'aggregazione delle liste civiche, dei partitini locali, di quelle microformazioni che - con il premio di maggioranza regionale - si possono rivelare decisive. Nelle sale dell'Hilton s'è visto entrare quasi rasente i muri il principe Lillio Sforza Ruspoli. Dopo una riservata colazione con l'imprenditore Mariano Pane, si lascia andare e ragiona a bassa voce: «Senta, An ha perso a Napoli 800mila voti. Ma pensa davvero che li possa recuperare? No, quei voti potranno solo finire a formazioni antisistema come la mia o quella della Mussolini. L'unica strada è fare l'intesa alla Camera con Berlusconi e andare sciolti al Senato». La Mussolini a Napoli, Ruspoli e il suo «partito della Terra» in Puglia, Raffaele Lombardo in Sicilia: un peronismo meridionale, insomma. E poi accordi con il fuoriuscito forzista Giorgio Carollo in Veneto, con le varie leghe nel Nord, con gli sparuti Terzi Poli che si affacciano nel centro Italia. Tre livelli - lista dei testimonial, rafforzamento di Forza Italia, intese con liste locali - per recuperare i nove milioni di elettori che hanno votato alle Politiche del 2001 e hanno disertato le urne alle Regionali 2005: «Non c'è stato nessuno spostamento di voti - spiega Dell'Utri - E la dimostrazione è nel fatto che la sinistra non ha guadagnato nessuna preferenza. Dobbiamo solo convincere i nostri a tornare a votare». E per persuaderli si useranno vari mezzi, a cominciare dalla prima carta già calata sul tavolo: l'anticomunismo, la paura dell'avversario, suonare l'allarme che se vincerà Prodi l'Italia sarà meno sicura, saranno più tasse per tutti, per il ceto medio saranno dolori. Dell'Utri approva: «Fa bene Berlusconi, nessuno è più
Berlusconi prepara la lista del presidente
Ne faranno parte personalità di spicco dell'imprenditoria. L'obiettivo è convincere 9 milioni di indecisi
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