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Finanziaria avanti tutta a colpi di fiducia

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Entro giovedì il via libera del Senato. Aggirati 2.800 emendamenti, anche quelli della maggioranza

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800emendamenti presentati, molti dei quali dalla stessa maggioranza. Ieri nell'Aula di Palazzo Madama è iniziata la discussione sui tre provvedimenti che compongono la Manovra, Bilancio, Finanziaria e decreto fiscale. I deu maxi emendamenti serviranno a unificare i tre spezzoni degli interventi di finanza pubblica varati dal governo nell'ultimo mese. Il primo maxi emendamento è quello sul decreto fiscale recepirà la manovrina 2005 da 1,9 miliardi e le misure sulle entrate, come la norma antielusiva sulle minusvalenze (il cosidetto dividend washing), della manovra ter varata dal Consiglio dei ministri il 28 febbraio.Tra domani e giovedì arriverà il maxi emendamento alla Finanziaria che conterrà le misure per utilizzare 1,140 miliardi per la famiglia, una parte della manovrina ter e alcuni degli emendamenti dei senatori della Cdl su cui c'è un accordo. Le misure per il Fondo famiglia sono ancora oggetto di discussione ma si profila il bonus bebè, gli aiuti per i nuclei con un figlio con handicap e le agevolazioni alle giovani coppie per l'acquisto della prima casa. Nei maxi emendamenti dovrebbero essere inseriti anche la riforma dell'Anas (lo scorporo della societario in più società: una ricca che può contare sui proventi derivanti da ben 8.000 chilometri di strade da sottoporre a pedaggio ed una che dovrebbe gestire manutenzione e sicurezza stradale) e il pacchetto Alitalia sui requisiti di sistema. Ieri il Ds Franco Bassanini ha rilanciato la voce che il governo potrebbe approfittare del maxi emendamento alla Finanziaria per assumere in via defintiva gli staff di ministri e sottosegretari. Infine ieri il governo ha presentato un emendamento al Bilancio con i minori introiti da alienazione di immobili e le maggiori entrate dai dividendi Eni e Enel previsti dalla manovra-ter. Il ricorso al voto di fiducia ha scatenato le proteste dell'Unione e oggi si svolgerà una riunione in Senato di Prodi con i capigruppo e i leader dell'Unione per fare il punto sulle strategie da mettere in atto sulla Finanziaria. Il capogruppo Ds Angius ha accusato Tremonti di essere «un Pulcinella dei conti pubblici». Ma gli ha risposto il presidente dei senatori di FI Renato Schifani: «I buchi nei conti dello Stato li hanno lasciati i malgoverni dell'Ulivo». Ma la fiducia ha creato malessere anche all'interno della maggioranza con il senatore dell'Udc Maurizio Eufemi che ha parlato di «un rito inutile da rivedere profondamente» e del rapporto tra governo e Parlamento «che si è alterato visto che l'intero processo è dominato dal ministero dell'Economia». Per giovedì, mentre il Senato voterà la fiducia, si svolgerà la manifestazione di tutti gli enti locali contro i tagli ai trasferimenti. All'iniziativa hanno aderito anche Cgil, Cisl e Uil. Ieri invece ha protestato il mondo agricolo per la mancata approvazione del condono previdenziale agricolo. Il ministro delle Politiche Agricole Gianni Alemanno ha assicurato che il governo sta lavorando per inserire «il condono agricolo nel maxiemendamento al Senato e poi in quello alla Camera».

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