Politica

IL SUO LAVORO

Almeno a giudicare dal «lavoro» svolto in oltre un anno. L'europarlamentare ha «interrogato» la Commissione il 16 settembre 2004 insieme ai «colleghi» Giovanni Pittella e Alfonso Andria sul problema dello stoccaggio dei rifiuti in Campania, chiedendo se il luogo per la raccolta e il deposito proposto dal prefetto Catenacci non fosse in contrasto con una direttiva del Consiglio. Non soddisfatto, l'alacre Santoro ha posto ancora domande ai membri della Commissione Ue. Poco meno di un mese dopo, questa volta avvalendosi della «collaborazione» di Giulietto Chiesa e Lilli Gruber, ha preteso spiegazioni sul sequestro dei siti europei di Indymedia disposto dall'Fbi. La domanda ai commissari è: non ritengono essi che «tale atto (definito intimidatorio ndr) rappresenti un attacco al diritto alla libera espressione?». Considerando che il 26 luglio dello stesso anno Santoro aveva presentato, anche questa volta insieme ad altri, una «proposta di risoluzione» e che ha partecipato a ben due discussioni in aula (il 26 ottobre e il 14 dicembre), tutto gli si può dire, tranne che segua l'esempio del sovietico Stachanov.

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