Politica

Milano, sondaggi «contro» per il sindaco

Ieri l'edizione milanese de Il Giornale riporta i dati di un'indagine di Euromedia Research, mentre invece La Repubblica rende noti i risultati di un sondaggio commissionato all'istituto Ipr Marketing. Secondo quanto pubblicato dal primo quotidiano il 51,9 per cento dei milanesi (su un campione di 2.000 persone divise per fasce d'età e residenza, interrogate tra il 6 e il 10 ottobre) oggi non avrebbe dubbi: al voto per eleggere il sindaco sceglierebbe senza indugi un candidato della Casa delle Libertà. Non solo: l'identikit del sindaco delinea con notevole precisione una persona molto simile alla superfavorita Letizia Moratti («svincolata da logiche di partito», «tecnico e non politico di professione», «già a capo di enti pubblici complessi», «buon imprenditore», «importante riferimento culturale»). La propensione a una riconferma di un Comune di destra, insomma, sarebbe ben radicata nella popolazione milanese, a discapito invece di un ipotetico candidato dell'Unione: solo il 41,3 per cento degli intervistati voterebbe per un candidato di centrosinistra. Praticamente dieci punti percentuali di scarto, con un bacino «mobile» del 15,6 per cento di indecisi e un 24 per cento di intervistati non disposti a dichiarare il proprio voto. Ben diversi invece i dati rilevati da Ipr Marketing per conto della Repubblica: in questo caso a preferire un candidato sindaco del centrosinistra è il 34 per cento degli intervistati (sempre 2.000 persone, scelte in base a criteri di età, sesso e residenza), contro un 31 per cento di sostenitori del centrodestra. Il 35 per cento dei cittadini, invece, «non sa o non risponde». Drastica la differenza rispetto al sondaggio pubblicato dal Giornale: lo stacco tra le due coalizioni sarebbe di appena tre punti percentuale, ma in favore del centrosinistra, mentre è più o meno simile il numero di intervistati che si sottraggono alla domanda. Il sondaggio di Ipr Marketing, tuttavia, non si ferma qui: traccia un distinguo tra la dichiarazione di voto e la «vicinanza» a un certo schieramento. La differenza è tutt'altro che marginale: il 37 per cento dei milanesi si sente più vicino al centrosinistra, il 38 per cento al centrodestra; lo scarto si fa ancora più sottile rispetto agli intenti di voto. Ma a sorprendere è il 25 per cento che non si dichiara nè da una parte nè dall'altra, e che a tutti gli effetti potrebbe stabilire l'identità del prossimo vertice di Palazzo Marino.

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