Politica

Manovra bis da 4 miliardi

La Difesa vende gli immobili

Alcune misure della Manovra economica 2005 non hanno dato i risultati sperati e bisogna correre ai ripari se non si vuole che le mancate entrate abbiano un impatto sui conti del prossimo anno mettendo a rischio la Finanziaria 2006. Ieri nella pausa delle votazioni sulla legge elettorale, Tremonti e il ministro delle Attività Produttive Scajola si sono incontrati con il premier Berlusconi per mettere a punto un decreto da presentare nel consiglio dei ministri di oggi. Sarà una correzione dell'entità di circa 4 miliardi. Ma come mai si è aperto questo buco? Alcune misure della Finanziaria 2005 non sono state attuate. Come il passaggio di beni Anas a Infrastrutture spa che avrebbe dovuto cartolarizzarli per introiti stimati da 3 a 5 miliardi. Inoltre mancherebbero 1,3 miliardi dalla cessione di immobili della Difesa e altri 500 milioni sempre da immobili della Difesa passati al Demanio che avrebbe dovuto venderli. Oltre alla vendita degli immobili nel decreto di correzione dovrebbe esserci anche un poderoso giro di vite ai ministeri. L'allarme buco è venuto pure dalla Corte dei Conti. Il presidente Staderini parlando al Senato ha detto che il bilancio degli effetti delle specifiche misure della finanziaria 2005 è in larga misura deludente. Sicchè il governo deve correre ai ripari. Particolarmente deludenti sono stati gli incassi da dismissioni di immobili, circa 600 milioni nei primi nove mesi a fronte dei sette miliardi previsti. Poi c'è la prossima autotassazione di novembre che presenta dei rischi di gettito. Il presidente ha messo poi in guardia sugli effetti che avrebbe sul 2006 un decreto taglia spese. Le misure che potrebbero portare a un rientro dei conti nel 2005 provocherebbero però «un effetto rimbalzo» nel 2006. Tremonti ha assicurato che con la correzione dei conti 2005, il governo non intende «mettere le mani nelle tasche degli italiani». Quindi ha sottolineato che «i conti sono in linea con gli impegni presi con i partner europei mentre l'80% dei Paesi europei ha sfondato». Poi ribattendo alle critiche del leader della Margherita Francesco Rutelli, durante la trasmissione «Porta a Porta», Tremonti ha ribadito «che è falso dire che siamo un Paese allo sfascio». La verifica? «Sono stati da poco emessi titoli di Stato trentennali e sono andati a ruba, questo non sarebbe successo se i conti pubblici andassero male». Tremonti ha anche annunciato per il consiglio dei ministri il varo di un provvedimento sulle liberalizzazioni. «Ma il primo passo da fare per accelerare il processo di liberalizzazione - ha detto - è agire sulle tariffe professionali lavorando sui minimi». Quanto al rapporto con i sindacati Tremonti ha detto di essere pronto a incontrare le confederazioni. «Se i sindacati presentano un documento realistico sulla finanziaria credo sia nostro dovere discuterne con loro e sarà fatto. Se serve a evitare lo sciopero generale, è ancora meglio». Il ministro ha infine annunciato che con un emendamento sarà apportato un aggiustamento di alcune scelte sullo spettacolo contenute nella Finanziaria. L.D.P.

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