Politica

RIFORME

Ex Cirielli, Castelli:

Il Guardasigilli Roberto Castelli scrive così al primo presidente della Suprema Corte Nicola Marvulli, che mercoledì scorso, nel trasmettergli lo screening di Piazza Cavour, aveva messo nero su bianco dati «pesanti» sui processi che cadranno in prescrizione se passerà la «ex Cirielli»: ad essere cancellate saranno dal 42,09% al 49,09% delle 3.365 cause pendenti prese in esame dalla Suprema Corte. Dopo aver letto e valutato quei dati, che in molti avevano giudicato più attendibili dei suoi, il Guardasigilli passa al contrattacco: gira al presidente della Camera Casini le statistiche della Cassazione (la cui richiesta aveva scatenato un botta e risposta polemico con la terza caria dello Stato) e allega la lettera inviata a Marvulli. Tutto il carteggio viene quindi pubblicato in mattinata sul sito del ministero della Giustizia così da realizzare - dicono a Via Arenula - una «operazione verità » sulle previsioni statistiche relative alla «ex Cirielli», ribattezzata dall'opposizione «salva-Previti». «È superfluo sottolineare - esordisce Castelli nella lettera di due pagine datata 7 ottobre - non solo la rilevanza politica che i dati, pur nella loro asetticità contengono, ma anche l'altissimo grado di strumentalizzazione al quale essi si prestano». Il primo rilievo critico del ministro ai dati della Cassazione riguarda la loro rappresentatività: «Si tratta di un campione di 3.365 procedimenti pendenti su un complesso pari a circa 33.000». Vale a dire il 12% del totale, una percentuale - fa notare il Guardasigilli - «praticamente identica a quella dell'ufficio statistica del ministero» che su 132.182 procedimenti pendenti presso 15 delle 26 Corti di Appello aveva compiuto una serie di scremature fino ad arrivare a un campione di 16.182 procedimenti. Se i dati di Via Arenula - scrive Castelli a Marvulli - sono stati da più parti dichiarati «insufficienti», «parziali e incompleti», c'è da aspettarsi che «la stessa critica verrà rivolta ai Suoi uffici». A difesa della Cassazione scende in campo l'Anm: i dati diffusi dalla Suprema Corte - afferma il presidente del sindacato delle «toghe», Ciro Riviezzo - «non sono campioni statistici, ma riguardano intere categorie di reati che saranno incisi dalla riforma, per cui fotografano la realtà senza alcuna possibilità di errore».

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