Ieri, infatti, si era diffusa la notizia che il governo avesse nuovamente modificato il provvedimento reintroducendo il carcere per i giornalisti che pubblicano le intercettazioni. Una notizia che aveva messo in allarme l'opposizione che aveva accusato la maggioranza di «vergognoso voltafaccia», ma anche parti della maggioranza con l'Udc che, attraverso il suo responsabile giustizia Erminia Mazzoni, aveva ribadito la propria contrarietà. In serata, però, è arrivata la smentita del Guardasigilli. In una nota diffusa dal ministero, il ministro Roberto Castelli ha infatti «smentito categoricamente» una possibile «reintroduzione di pene detentive da uno a tre anni per i giornalisti che pubblicano il contenuto di intercettazioni telefoniche».
Intercettazioni, il ddl non cambia
Argomenti