Politica

Il Professore: «Voto subito. Tanto non si farà»

Gli ulivisti annaspano alla vigilia della traversata Talamone-Santo Stefano che oggi porterà Prodi e Rutelli sul palco della festa della Margherita allestita all'Argentario. Un mese dopo la frattura Prodi-Rutelli, Parisi riflette. E ritiene che il tema della Federazione dell'Ulivo «dovrebbe essere ripreso, ma a partire dall'ispirazione, sennò ridiventa una presa in giro che alla fine ci lascia ancora ancorati di come eravamo». La presenza di Rutelli a Traversetolo al fianco di Romano Prodi era certamente un segnale di distensione. Ma secondo Parisi non basta a colmare le divergenze tra i prodiani ed il presidente del partito emerse all'assemblea federale. «Rutelli ha ribadito le differenze, ma - ha osservato Parisi - lo ha fatto in un clima cambiato. Noi accogliamo con soddisfazione questo cambiamento climatico e ribadiamo anche noi le differenze». In ogni caso, ha detto Parisi, «la pace tra noi non è mai stata in discussione. Ora - ha concluso - siamo rassicurati dal fatto che questa disponibilità sia tornata anche nelle altre componenti interne del nostro partito. Per noi, adesso, il progetto del partito democratico deve trasformarsi in un processo che deve partire al più presto». Insomma, Parisi e Rutelli continuano a parlare due lingue diverse. Romano Prodi da Cernobbio è tornato invece a sottolineare che in Italia non si dovrebbe attendere la scadenza della legislatura per andare alle elezioni. Condivide la proposta illustrata ieri dal Corriere della Sera, che ha indicato per ottobre la data più opportuna e possibile. Ne è convinto, ma non crede che finirà così. «Io l'avevo detto già la primavera scorsa - ricorda rispondendo alle domande dei giornalisti, al workshop Ambrosetti - che bisognava andare alle elezioni». Anticipare la fine della legislatura per il leader dell'Unione è una «proposta di buon senso». Ma, conclude, proprio perchè l'Italia ne ha bisogno «penso che non ci saranno». Sicuramente, annuncia, col centrosinistra al governo le cosiddette leggi ad personam saranno cancellate, così come sarà modificata la legge Biagi: «La parte che riguarda la precarietà va tolta». Il centrosinistra, secondo Prodi, dovrà lavorare anche per eliminare il cuneo fiscale. Lo dice forse pensando al suo concorrente alle primarie, Fausto Bertinotti? Può darsi. Intanto ribadisce che la gara alle primarie «sarà sicuramente con lui». E si dice certo che sarà lui a vincere. Infine replica a distanza anche al vicepresidente del Consiglio, Giulio Tremonti. L'ex ministro dell'Economia, con una allusione ironica alle polemiche sulle importazioni dall'Asia, lo ha definito «un agente dei cinesi» poichè a scelto un Tir giallo per fare la campagna elettorale: Prodi replica: «Il mio è un camion italiano, non è nuovo ed è bello. A Tremonti ho chiesto se ha la patente di camionista, mi ha risposto di no».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.