Politica

Sarà una Finanziaria da 17,5 miliardi

Archiviate le vacanze estive il ministro Domenico Siniscalco effettuerà proprio oggi una prima ricognizione con la Ragioneria generale dello Stato sulla cifre necessarie per la manovra di bilancio: si parla di 17,5 miliardi di euro complessivi, di cui 11,5 necessari per portare il deficit dal 4,6% tendenziale al 3,8% del Pil, e circa 6 da spendere per il rilancio dell'economia e del sistema produttivo. Incassata con soddisfazione la correzione del Fondo Monetario Internazionale alle stime di crescita per il 2005, che si allineano così a quelle del Dpef, Siniscalco dovrà infatti verificare quante risorse rimangono per gli sgravi alle famiglie, il rilancio degli investimenti pubblici e il sostegno alle imprese. A cominciare dal taglio dell'Irap, che dovrebbe prevedere 5 miliardi di sgravi già nel 2006, di cui quattro per le imprese e uno per i professionisti. La manovra ha incassato subito il no dei sindacati - poche le risorse hanno detto i segretari generali di Cisl e Uil Savino Pezzotta e Luigi Angeletti. Un nodo, quello delle coperture, che difficilmente potrà essere sciolto solo attraverso il contenimento della spesa, l'intensificazione della lotta all'evasione e l'allargamento della base imponibile. Per questo, nelle stanze di via XX settembre, tutti i fascicoli rimangono ancora aperti, a partire da quello sull'inasprimento fiscale sulle rendite finanziarie ed immobiliari. Per il vice presidente della commissione Finanze alla Camera, Maurizio Leo, quella indicata dal ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, per la Finanziaria 2006 «è una cifra buona». Adesso, dice, bisogna attendere le proposte per quanto riguarda le coperture: «la parte più importante sono le risorse» in particolare per quanto riguarda gli interventi sull'Irap. Insorge l'opposizione. Per mettere in campo una manovra efficace serve molto di più, dice il responsabile economico del Ds Pierluigi Bersani. «Alla somma preventivata dal governo, pari a 17,5 miliardi, si dovrebbe aggiungere un altro terzo, o addirittura potrebbe essere necessario il doppio di quanto stimato dal ministro dell'Economia». Inoltre le misure che saranno messe in campo per reperire le risore «non ci sembrano, ancora una volta, realistiche». La manovra, secondo Bersani, «porterà a un taglio al sistema delle autonomia regionali locali, senza soppesare le conseguenze, anche in termini di tenuta dei servizi». Inoltre ci sarà un ulteriore aumento della pressione fiscale. E anche le «ipotetiche» misure anti evasione non convincono Bersani. «Per anni è stata incoraggiata l'evasione attraverso i condoni fiscali». E adesso il governo predispone delle entrate che dovrebbero arrivare dalla lotta a questo fenomeno ma che in passato non ha dato risultati. «C'è preoccupazione» sottolinea Bersani.

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