Politica

«Silvio, ho fatto il mio: ora tocca a te»

Casini insiste: «Mi sono speso in prima persona, e ancora nessun risultato. O si cambia o si perde»

Così non va». Pier Ferdinando Casini non è felice di come stanno andando le cose dentro il centrodestra. «Mi sono speso in prima persona, ho impegnato tutti, anche Follini, il partito, anche quelli che erano più riottosi. E invece... nessun risultato», ha spiegato ai suoi. È un presidente della Camera non soddisfatto della situazione, leggermente demoralizzato quello che viene descritto da chi lo ha incontrato di recente. Ma non per questo domato, arreso, sconfitto. Ma perché questo cambio di umore? A chi glielo ha chiesto, Casini ha ripercorso le tappe delle ultime settimane. Dal giorno dopo il voto delle Regionali: «Ci siamo visti qui, nel mio ufficio, con Silvio, Gianfranco (Fini, ndr) e Marco (Follini, ndr). Era chiaro a tutti allora che era necessario cambiare, dare un nuovo impulso alla coalizione». Follini quel giorno, era il 6 aprile scorso, arrivò ad ipotizzare anche un cambio di cavallo. Insomma, parlò dell'ipotesi di cercare anche un altro candidato premier per le politiche del prossimo anno: di fatto chiedendo un passo indietro del Cavaliere. Il quale gelò tutti: «Chi dice queste cose non mi conosce». Molte cose sono cambiate da allora. Berlusconi ha lanciato il progetto del partito unico. Definizione che Casini corregge puntualmente a chi gliela sente pronunciare: «Parliamo di partito dei moderati, per piacere». Insomma, il soggetto unitario. Che però ha vissuto fasi alterne. E poi è stata la volta della premiership sulla quale pure Berlusconi, seppur ad intermittenza, ha annunciato di potersi mettere in discussione. Sono scorsi via tre mesi ad intermittenza poi, con l'arrivo di luglio, la svolta. Follini parla al congresso del suo partito con Berlusconi seduto in tribuna e dice apertamente che il prossimo candidato premier deve essere scelto con le primarie: anche Silvio, a cui va il merito comunque di aver fondato il centrodestra, deve conquistarsi la leadership. Il Cavaliere non la prende bene, il giorno dopo parla Casini e corregge. Da quel momento tutto è cambiato. Lo stesso presidente della Camera è sceso in campo direttamente. Il primo piano di Montecitorio è diventato il luogo centrale dei leader: incontri a ripetizione, discussioni, dibattiti, faccia a faccia. Casini s'è dato davvero da fare. Soprattutto negli ultimi dieci giorni. Due interviste, lui che è tanto restìo. E poi è andato al Caffè della Versiliana, rituale ritrovo politico estivo per annunci dei big (in assenza di «Porta a Porta») e al convegno di Magna Charta, la fondazione vicina al presidente del Senato Marcello Pera. Casini si è esposto, non c'è che dire. S'è dato da fare. S'è battuto per il partito unitario o dei moderati. «Ma siamo arrivati a fine luglio e ancora non si vede nulla», ha confidato ai suoi. L'ex presidente del Ccd s'aspettava qualcosa in più. S'aspettava una decisione sul proporzionale ma il presidente del Consiglio anche ieri ha visto i suoi tecnici esperti della materia ma non è riuscito a concludere con una decisione. Certo, ci sarà l'avvio del partito unitario con la nascita della costituente. Si tratta di un piccolo passo. «Francamente — ha commentato Casini con i fedelissimi — pensavo a qualche passo più lungo, più concreto. Mi sembra che per il partito dei moderati si è speso di più Gianfranco (Fini, ndr) che Silvio. Ed è davvero incredibile perché in An ci sono molte più perplessità sul progetto del soggetto unitario». Insomma, Berlusconi appare una sfinge. Che non decide, non scopre le carte, sembra frenare. Per questo è immaginabile che dal consiglio nazionale dell'Udc arriverà qualche altra bordata all'indirizzo del Cavaliere. Certamente Follini si farà sentire soprattutto sul fronte della legge elettorale, la cui modifica, più volte promessa, ancora non è nemmeno iniziata. Il consiglio nazionale dell'Udc si riunirà oggi proprio per questo. E dal partito che Casini ha contribuito a fondare giungerà oggi certamente una nuova spinta, un nuovo scossone perché anche Berlusconi esca allo scoperto. Servirà a qualcosa? quel che è sicuro che i prossimi tre gio

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.