Bruxelles, pur promuovendo l'Italia in teoria, la boccia in pratica televisiva. L'esecutivo Ue ritiene, infatti, che la legge italiana che regola le trasmissioni Tv e anche il ricorso ai minispot - recentemente modificata proprio su indicazione dell'eurogoverno - sia ora «soddisfacente nel suo complesso» (chiudendo a tale proposito la procedura di infrazione aperta nell'ottobre 2003) ma dai rilievi effettuati dagli esperti dell'Ue emerge che la normativa italiana viene sostanzialmente disattesa nei fatti. «In pratica - riferiscono all'Ansa fonti vicine al dossier - nonostante le modifiche apportate dal governo italiano alla legge che traspone la direttiva Ue, la Commissione continua a ricevere denunce sul ricorso eccessivo ai minispot, ed ha verificato che, ad esempio, le partite di calcio vengono ancora interrotte dalle 12 alle 20 volte dai minispot». Gli esempi pratici non mancano e gli esperti europei, cronometro alla mano, hanno effettuato rilievi precisi: la partita tra Real Madrid e Bayern Monaco del 24 novembre 2004, ad esempio, è stata interrotta dai minispot 11 volte, mentre nell' ultimo derby tra Milan-Inter i minispot sono stati lanciati in ben 14 occasioni. Verificati gli eccessi l'eurogoverno ha scelto la linea dura e nei prossimi giorni, dunque, sarà recapitata a Roma la lettera di messa in mora, che dà al governo italiano due mesi di tempo per rispondere alle accuse mosse da Bruxelles e per intervenire «presso le emittenti e presso i responsabili delle trasmissioni televisive perchè mettano fine alla diffusa pratica del ricorso eccessivo ai minispot».
IL CASO
Ue: «Troppi spot durante le partite»