Politica

«Il 36% del partito è con me, il 39 con Fini»

Il leader di Destra sociale si prepara a costituire la minoranza interna

È certo che una buona fetta del partito (di poco inferiore a quella di Fini) sia con lui. La sua, però, non è la certezza di chi si limita a sognare una nuova stagione. Il ministro della Politiche Agricole ha fra le mani un sondaggio dell'Istituto Piepoli del 27 giugno (condotto su un totale di 1.500 casi) che dimostra come il 36% di elettori del centrodestra sia d'accordo, in questa occasione, con la sua posizione. Fini, invece, può contare sul 39% dei consensi e questa piccola differenza desta una certa soddisfazione a via XX Settembre. Certo, il dato non è totalmente riferibile al popolo di An. Stiamo parlando infatti di elettori di centrodestra, ma chissà che, all'ultimo momento la notizia non possa tornare utile. Una cosa è certa, sempre secondo l'istituto Piepoli, nel mese di giugno, il trend di fiducia in Gianni Alemanno è passato da 19 a 24 (+ 5 punti) e questo soprattutto grazie alla scelta del ministro di dimettersi da vicepresidente del partito in aperto contrasto con le posizioni del Presidente sul tema del referendum. Al contrario quello di Fini ha guadagnato solo due punti passando da 52 a 54. Parlando di fecondazione, poi, la scelta di Fini raccoglie solo il 42% dei consensi di elettori del centrodestra (comprendendo anche quello che sono solo «abbastanza» d'accordo). Ma il vero risultato strabiliante è la marea di consensi che il leader di An raccoglie tra gli elettori di centrosinistra. Il 67% è d'accordo con la sua scelta referendaria e il 62% lo preferisce a Gianni Alemanno. Sulla base di queste indicazioni, il ministro per le Politiche Agricole si prepara a dare battaglia. Tra le fila di Destra sociale, la corrente di cui è leader, c'è anche chi si spinge a dire che è finita la monarchia e nasce una diarchia dentro An. In realtà, la posizione di Alemanno potrebbe essere più sfumata. Il ministro ha visto il vicepremier e leader del suo partito al congresso dell'Udc, ma si sono scambiato poco più di qualche sguardo. Destra sociale sembra intenzionata a non presentare mozioni, ma solo un documento. E poi si vedrà, anche Storace permettendo.

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