Politica

«Cercherò un accordo sul bilancio»

Il premier inglese vuole una politica che «modernizzi il modello sociale europeo»

E cercheremo di risolvere alcuni dei dossier più difficili, come la direttiva dei servizi e quella sull'orario di lavoro. Cercheremo di rispondere agli obblighi dell'Unione nei confronti di Turchia e Croazia. E di condurre il dibattito sul futuro dell'Europa in un modo aperto, inclusivo dando i nostri punti di vista in modo forte ma nel rispetto dei punti di vista altrui». Il premier britannico Tony Blair ha descritto il programma della presidenza britannica che avrà inizio il prossimo 1 luglio parlando ieri di fronte al Parlamento europeo a Bruxelles. Però ha ammonito che occorre modernizzare il modello sociale dell'Europa e avere un bilancio che meglio risponde alle sfide di questo secolo. «Sono stato l'unico leader britannico — ha affermato Blair riferendosi al negoziato sul bilancio fallito la scorsa settimana — a porre la questione dello "sconto" sul tavolo. Non ho solo detto che dovremmo porre fine alla politica agricola ora o rinegoziarla nel giro di una notte. Sarebbe assurdo. Ho solo detto due cose: che non possiamo concordare nuove prospettive finanziarie che almeno non avviino un processo che porta a un bilancio più razionale. E che questo deve consentire a questo tale bilancio di modellare la seconda metà di tali prospettive fino al 2013». Blair si è soffermato a chiedersi «come potrebbe essere una diversa agenda politica per l'Europa». Al primo punto Blair afferma che tale nuova agenda politica «modernizzerebbe il nostro modello sociale». «Qualcuno ha affermato che io voglia abbandonare il modello sociale europeo. Ma ditemi: che tipo di modello sociale è quello che ha 20 milioni di disoccuati in Europa, tassi di produttività che restano indietro rispetto a quelli degli Usa, che consente che vi siano più laureati in scienza in India e non in Europa e che su qualsiasi indice relativo di economia moderna sta andando verso il basso non verso l'alto?». Per il futuro presidente di turno dell'Unione «un bilancio moderno per l'Europa non è uno che tra dieci anni sta ancora spendendo il 40% dei fondi per la politica agricola comune». Al terzo posto Blair pone la strategia di Lisbona per il rilancio della competitività, e al quarto la necessità «di avere un quadro macroeconomico per l'Europa che sia disciplinato ma anche flessibile». Tra gli ultimi punti citati da Blair la necessità di affrontare le questioni come l'esplosione dell'immigrazione, la risposta al terrorismo e alla criminalità organizzata.

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