Politica

Prodi si mangia la sinistra

Lo dice un sondaggio — riportato sull'edizione di ieri del Sole 24 ore — dell'istituto Piepoli realizzato il 30 maggio e il 6 giugno, dopo il voto dell'assemblea federale della Margherita sulla lista unitaria alle politiche. Dal sondaggio emerge che, con la lista Prodi in campo, l'intera coalizione avrebbe il 52% dei voti rispetto al 50% delle intenzioni di voto nel caso in cui non ci fosse la nuova lista, mentre il risultato complessivo del centrodestra passerebbe dal 47% al 45%. E il sondaggio ha creato ovviamente tensioni nel centrosinistra, mentre Prodi ha cercato, ovviamente, di tenere bassa l'attenzione sulla notizia, anche se non ha certo nascosto la sua soddisfazione. Quel sondaggio segna infatti un punto di vantaggio per il Professore nei confronti di Rutelli e di quanti, nella Margherita hanno paura che il leader dell'Unione possa veramente aprire una scissione nel partito creando una sua Lista. Ma provoca anche preoccupazioni nei Ds che non sarebbero più il primo partito del centrosinistra. «Penso che occorra leggere quei numeri come segno di una domanda forte e reale di Ulivo, come un invito ad andare avanti con quel progetto — ha spiegato Prodi mentre in treno tornava da Bologna a Roma — Io sono al servizio di questa domanda fare avanzare il progetto dell'Ulivo per rendere più forte la nostra coalizione e garantire un governo all'altezza delle grandi emergenze e delle forti speranze del Paese. Questo è il mio obiettivo e sono qui per realizzarlo. Di fronte a questa priorità, anche la mia candidatura a premier passa in secondo piano. Il progetto viene prima dei ruoli. Basta con gli egoismi». Prodi ha poi spiegato di aver vissuto tanti sondaggi nella propria vita e di non avere grande fiducia nello strumento. A chi gli chiede dunque della possibilità di presentare una propria lista, il leader del centrosinistra ha risposto: «Le ho detto che faccio la lista Prodi? È un'ipotesi. Io ho detto che qualsiasi sia il mio peso politico e la mia responsabilità politica, queste sono al servizio dell'Ulivo e dell'Unione. Ma ieri mattina si è riunito anche il comitato per il programma dell'Unione. «È andata bene — ha spiegato Prodi — siamo lanciati nel definire non gli aspetti particolareggiati del programma, ma le idee base e gli strumenti per fare rialzare il Paese e per farlo correre di nuovo».

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