Il CdA della Rai ieri si è insediato a viale Mazzini con un già un nodo fondamentale da sciogliere. Riuscire ad avere un presidente dell'azienda per la prossima settimana. E così è toccato a Sandro Curzi scrivere a Siniscalco. Proprio a lui che il presidente lo fa da giorni e forse ci rimarrebbe pure su quella poltrona. Ma il Cda nella sua prima riunione formale, ha chiesto un altro presidente secondo quanto scrive il consigliere anziano Curzi in una lettera al Ministro dell'Economia Siniscalco. Nella lettera Curzi scrive che si sono avviati formalmente i lavori del nuovo cda ma «non si è potuto procedere alla nomina del presidente del consiglio di amministrazione in quanto il prof. Andrea Monorchio, indicato come presidente nel corso della predetta assemblea, non ha accettato, come è noto, la carica di consigliere». Per questo «nell'attuale situazione, sia le norme di diritto comune sia quelle di diritto speciale impongono al consiglio di amministrazione di convocare la prossima assemblea, onde consentire al Ministero dell'economia e delle finanze la indicazione del consigliere presidente e all'assemblea stessa la nomina del mancante». Quindi «ciò premesso e in coerenza con le previsioni di cui all'art. 16 dello statuto in materia di convocazione dell'assemblea, il consiglio in data odierna ha deliberato la convocazione dell'assemblea ordinaria per il giorno 5 luglio, dando altresì mandato al consigliere anziano facente funzioni di presidente Alessandro Curzi, di verificare la possibilità di costituire un'assemblea totalitaria avente le medesime finalità non oltre il 14 giugno».
Il Cda: il presidente si faccia il 14 giugno
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