Politica

Fi, si cambia anche in Lombardia

La sostituzione dei coordinatori regionali che avrebbe dovuto essere un'operazione indolore in nome del principio dell'incompatibilità con le nuove cariche di governo, sta paralizzando Forza Italia. Tra mertedì sera e ieri Berlusconi ha incontrato più volte il coordinatore nazionale Sandro Bondi e il suo vice, Fabrizio Cicchitto, con cui ha fatto la mappatura dei nuovi coordinatori regionali. Ieri è scoppiato il caso Veneto. La nomina di Niccolò Ghedini, deputato e legale di Berlusconi, ha mandato su tutte le furie l'uscente Giorgio Carollo che per protesta si è autosospeso dal partito e dalla delegazione di FI nel gruppo parlamentare europeo. Berlusconi ha tentato di addolcirgli la pillola nominandolo alla Consulta nazionale e responsabile nazionale per i Grandi eventi, ma questi incarichi, a quanto pare, non lo hanno compensato dello smacco subito con la sostituzione. Tant'è che in una nota polemica, in serata, ha mandato a dire al premier di «non aver mai chiesto questa nomina e di non volerla accettare». Sottolinea che la sua disponibilità «è stata ed è esclusivamente rivolta alla regione» e di aver appreso «con amarezza» la sostituzione» che ritiene «immotivata e ingiusta». Di qui la scelta dell'autosospensione. Ma cosa c'è dietro questa scelta e come mai Berlusconi ha voluto cominciare dal veneto per definire la nuova geografia territoriale? Carollo era da tempo in rotta di collisione con il presidente della Regione Giancarlo Galan che avrebbe quindi chiesto con forza la testa del coordinatore. Ed è stato accontentato. Tant'è che in serata Galan ha ringraziato con una dichiarazione di apprezzamento per l'arrivo di Ghedini. Altra situazione calda è quella della Lombardia. Anche se Paolo Romani sta facendo di tutto per resistere, la sua sostituzione sarebbe stata già decisa. Al suo posto andrebbe Guido Podestà favorito rispetto a Casero e Valducci. Una matassa più intricata è quella della Campania. Il coordinatore Antonio Martusciello dovrebbe lasciare in quanto neo viceministro dei Beni Culturali, ma non ne vuole sapere e sta tentando di resistere con un pressing costante su Berlusconi. Giuseppe Gargani, responsabile giustizia per FI, si sta muovendo per mettere un suo uomo al posto di Martusciello. Nel Lazio Antonio Tajani ha buone probabilità di restare. Ancora tutta da decidere la situazione in Sardegna dove dopo l'esito elettorale dovrebbe saltare Piergiorgio Massidda. A via dell'Umiltà ora si teme che il caso Carollo faccia scuola e possa costituire un precedente per quei coordinatori in aria di essere sostituiti. Ma non c'è solo la questione dei coordinatori. Tra i deputati cresce la richiesta di un cambiamento. «Non ci basta più che Berlusconi ci dica che basta la sua faccia per farci vincere. Qui nei collegi la situazione è diventata difficile» lamenta uno dei peones azzurri. Uno dei tanti che invece della solita cena con Apicella, andata in scena ieri allo Spazio Etoile, si aspettava qualcosa di più dal premier.

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