Mattino5, l'allarme di Matteo Bassetti: "L'hantavirus è molto rischioso"
Una malattia meno contagiosa del Covid-19, ma potenzialmente molto più aggressiva e con una mortalità che può superare il 30-40 per cento nei casi più gravi. È l’allarme lanciato dal virologo e infettivologo Matteo Bassetti durante un intervento nella trasmissione “Mattino Cinque”, in onda su Mediaset. Nel corso della trasmissione, Bassetti ha spiegato come il virus in questione presenti caratteristiche profondamente diverse rispetto al Covid, soprattutto per la severità delle complicanze che può provocare nell’organismo umano. Un quadro clinico che, secondo l’esperto, merita grande attenzione da parte delle autorità sanitarie e dei cittadini.
“Quanto è rischioso prenderselo? Molto”, ha dichiarato Bassetti, entrando subito nel merito della pericolosità dell’infezione. “La differenza grande rispetto al Covid è che qui stiamo parlando di una malattia molto meno contagiosa ma molto più aggressiva”.
Secondo il direttore del reparto di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, uno degli aspetti più insidiosi della patologia è proprio la sua evoluzione iniziale, spesso apparentemente banale. I primi sintomi possono, infatti, ricordare quelli di una normale sindrome influenzale: febbre, dolori muscolari, stanchezza e malessere generale. Ma nel giro di poco tempo la situazione può aggravarsi drasticamente.
Hantavirus, è meno contagioso ma può provocare malattie più gravi. Ne parliamo con Matteo Bassetti#Mattino5 è in diretta su #Canale5 e in streaming su Mediaset Infinity pic.twitter.com/Z8cVw4hYK5
— Mattino5 (@mattino5) May 11, 2026
“Si passa da un quadro molto blando di una forma influenzale iniziale e poi si può arrivare alla forma più grave, che è la forma di una polmonite interstiziale molto pericolosa”, ha spiegato. Una condizione che può compromettere rapidamente la funzionalità respiratoria e richiedere ricovero ospedaliero o terapia intensiva. A preoccupare gli specialisti è soprattutto l’elevata mortalità associata alle forme più severe della malattia. “Arriva ad avere una mortalità veramente molto elevata, superiore al 30-40 per cento”, ha sottolineato Bassetti.
Ma il virus non si limiterebbe a colpire i polmoni. L’infettivologo ha infatti evidenziato come l’infezione possa estendersi anche ad altri organi vitali, provocando quadri clinici particolarmente complessi. “Il virus può colpire anche i reni, quindi dare una sindrome grave, una sindrome renale, una sindrome epatorenale molto impegnativa”, ha spiegato. Si tratta di complicanze che possono portare a insufficienza renale, alterazioni epatiche e, nei casi peggiori, a un progressivo deterioramento delle funzioni vitali. Nel suo intervento, Bassetti ha paragonato alcune manifestazioni cliniche a quelle della leptospirosi, malattia infettiva trasmessa principalmente attraverso il contatto con ambienti contaminati da roditori. Un riferimento che rende l’idea della severità del quadro clinico osservato nei pazienti più colpiti.
Le parole dell’infettivologo arrivano in un momento in cui la comunità scientifica internazionale continua a monitorare l’evoluzione dei virus emergenti e delle infezioni zoonotiche, cioè trasmesse dagli animali all’uomo. Negli ultimi anni, infatti, il tema della prevenzione e della sorveglianza epidemiologica è tornato al centro del dibattito sanitario globale dopo l’esperienza della pandemia da Covid-19. Pur senza alimentare allarmismi, gli esperti invitano a non sottovalutare sintomi persistenti o improvvisi peggioramenti delle condizioni respiratorie, soprattutto nei soggetti fragili, anziani o immunodepressi. Bassetti ha infine ribadito la necessità di mantenere alta l’attenzione sanitaria e clinica. “Obiettivamente, siamo di fronte a una malattia davvero impegnativa ed è la ragione per cui, in qualche modo, la guardia è alta”, ha concluso. Un messaggio chiaro, che richiama prudenza e monitoraggio costante, mentre il mondo scientifico continua a studiare l’evoluzione del virus e le possibili strategie di contenimento e trattamento.
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