Giordano travolge De Luca: "La figlia muore in ospedale, lui la denuncia per stalking"
Il caso di Cristina Pagliarulo torna con forza al centro del dibattito pubblico, alimentato da uno scontro televisivo che ha riportato la vicenda sotto i riflettori nazionali. Durante l’ultima puntata di “Fuori dal coro”, il giornalista Mario Giordano ha dedicato un passaggio particolarmente acceso alla gestione della vicenda da parte delle istituzioni regionali. Nel corso del suo intervento, il conduttore ha pronunciato parole molto dure nei confronti dell’ex presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, affermando: “Io voglio dire due parole a questo signor De Luca: ma lei si è bevuto il cervello? C’è la mamma di una donna che in uno dei suoi ospedali, gestito evidentemente male, muore dopo ore su una barella e l’unica spiegazione che le sa dare è denunciarla per stalking perché chiede la verità sulla morte di sua figlia. Io sono veramente esterrefatto, non ci posso credere. Questo ci darà ancora più forza per chiedere verità su questo caso che ha ancora tante cose da spiegare: dovrebbe dare delle spiegazioni, anziché denunciare per stalking”.
Fuori dal coro, l'aggressione choc: bastonate e spray al peperoncino contro la troupe a Trento
Il tono della trasmissione ha contribuito a riaccendere l’attenzione su una vicenda già molto discussa nei mesi precedenti, trasformandola nuovamente in un caso mediatico. La storia di Cristina Pagliarulo, infatti, aveva già suscitato indignazione e interrogativi, sia per le circostanze del decesso sia per le possibili responsabilità legate alla gestione sanitaria.
Per comprendere appieno quanto accaduto, bisogna tornare al 2025. A settembre di quell’anno, in occasione della cerimonia di insediamento del nuovo direttore generale dell’ospedale Ospedale Ruggi d'Aragona, Ciro Verdoliva, era presente anche De Luca, atteso dai giornalisti per una serie di dichiarazioni. L’evento, pensato come un momento istituzionale, si trasformò però in un episodio di forte tensione quando fece irruzione la madre di Cristina Pagliarulo.
Schlein e De Luca, una pace anti-Conte. La stagione dei cacicchi continua
La donna, visibilmente provata, interruppe le interviste per chiedere spiegazioni sulla morte della figlia, avvenuta pochi mesi prima proprio all’interno della stessa struttura ospedaliera. Cristina, 41 anni, residente a Giffoni Valle Piana, si era presentata al pronto soccorso accusando gravi sintomi, ma – secondo quanto ricostruito – sarebbe rimasta per ore su una barella senza ricevere una diagnosi tempestiva e adeguata. Una lunga attesa che, nel racconto dei familiari, si sarebbe rivelata fatale.
Durante la cerimonia, la madre non si limitò a una richiesta formale: alzò i toni, parlò apertamente di responsabilità e accusò il sistema sanitario di non aver fatto tutto il possibile per salvare la figlia. La scena si svolse davanti a operatori sanitari, dirigenti e giornalisti, creando un clima di forte imbarazzo e tensione. De Luca, colto di sorpresa, rispose dichiarando di non essere a conoscenza dei dettagli specifici della vicenda e invitando la donna a mantenere un comportamento più consono al contesto. La definì maleducata, sottolineando come quello non fosse il luogo adatto per affrontare la questione in quei termini.
Nonostante ciò, la protesta non si placò. La madre continuò a chiedere risposte, ribadendo la necessità di fare luce su quanto accaduto. A quel punto, lontano dai microfoni, il governatore la invitò a rivolgersi alla direzione sanitaria per ottenere chiarimenti più approfonditi. Fu allora che intervenne il neo direttore generale Verdoliva, cercando di riportare la situazione su un piano istituzionale: assicurò alla donna la disponibilità a incontrarla formalmente, anche alla presenza dei suoi legali, per analizzare il caso nel dettaglio.
La risposta della madre fu netta: non riteneva necessario coinvolgere avvocati, sostenendo che gli esiti dell’autopsia parlassero già chiaro. Una posizione che rifletteva non solo il dolore personale, ma anche una sfiducia evidente nei confronti del sistema sanitario e delle sue procedure.
Parallelamente, la vicenda ha preso anche un rilievo giudiziario. La Procura ha aperto un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità nella gestione del caso, iscrivendo nel registro degli indagati sette sanitari, tra cui medici del pronto soccorso, un neurologo e diversi chirurghi.
Nel frattempo, il caso continua a vivere su due piani paralleli: da un lato quello giudiziario, fatto di perizie, accertamenti e responsabilità da chiarire; dall’altro quello mediatico, dove il racconto si intreccia con il confronto politico e con la sensibilità dell’opinione pubblica. Le parole pronunciate in televisione hanno contribuito a riaccendere l’attenzione, riportando al centro quesiti che restano ancora senza risposta definitiva: cosa è successo davvero a Cristina Pagliarulo nelle ore trascorse su quella barella. E soprattutto, se e dove si siano verificati eventuali errori che avrebbero potuto cambiare l’esito di quella vicenda.
Dai blog
Dating lento e consapevole: arrivano gli psico-incontri
Pink Floyd, il mito rivive in live e inediti
Abbiamo provato gli occhiali AR di Snapchat: ecco il mondo visto con gli Spectacles