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Dimartedì, Sallusti travolge Santoro: combatti Meloni e lasci soli gli ucraini

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"Ma sulla base di quale legge, di trattato internazionale, di quale interpretazione del diritto?". Michele Santoro torna a tuonare contro l'invio di armi e il sostegno all'Ucraina nella guerra scatenata dall'invasione russa. "Chi siamo noi per decidere di andare a fare questa guerra?", afferma con veemenza ospite di Giovanni Floris a Dimartedì, il programma di La7 in onda il 28 marzo. In collegamento c'è il direttore di Libero, Alessandro Sallusti, che replica: "A me fa piacerete prendere atto che Santoro non è disposto a combattere per la libertà di qualcuno. È un uomo fatto così". 

 

Insomma, Santoro "per la libertà degli altri non combatte, e pensa di combattere con Giorgia Meloni perché pensa che gli tolga la sua, di libertà", è la stoccata di Sallusti che manda su tutte le furie l'ex volto Rai evidentemente toccato sul vivo. "Combatto per la libertà, ma non con le armi", replica Santoro (viene da pensare con che cosa dovrebbero opporsi gli ucraini ai missili di Putin se non con le armi, ma tant'è). 

 

"Pensi di combattere contro Meloni e lasci solo gli ucraini?", rimarca il direttore con Santoro che la butta in tribuna: "Tu combatti per la libertà delle donne iraniane? E gli americani? Hanno dato l'Iraq in mano all'Iran...". Affermazioni che lasciano tutti un po' interdetti, con l'ex conduttore di Annozero che chiosa: "Eh, certe cose non le volete sentire...":  

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