Il prontuario del martirologio televisivo. Sembra questa la parabola che ha intrapreso Alessandro Orsini, docente della Luiss e al centro delle polemiche per i suoi interventi sulla guerra in Ucraina nei talk tv. Posizioni su cui non è difficile intravedere uno sbilanciamento sul lato Putin. Un articolo di Salvatore Merlo sul Foglio ricostruisce il percorso. “Non lo conosceva nessuno, era praticamente invisibile”, è l’esordio del pezzo, che descrive l’onda di visibilità su cui è poggiato il prof. “Ma la definitiva fortuna di Orsini, la sua consacrazione, l’elevazione finale, si è consumata soltanto quando la Rai, bontà sua, dopo avergli fatto un contratto televisivo da 12mila euro si è pentita e gliel’ha stracciato davanti”.
Guerra in Ucraina, Enrico Mentana a gamba tesa sul caso Orsini. La scelta del direttore e Dario Fabbri confermaDunque, scrive Merlo, i dirigenti Rai gli hanno conferito “la più ambita delle lauree del nostro Paese, una medaglia che in Italia vale assai più del premio Nobel: il titolo ufficiale di epurato. Cacciato, scomodo”. Si tratta di “un’ambitissima che richiede molta comprensione di sé, molto tempo e un grande impegno. In principio fu l’editto bulgaro. Da allora in poi chiunque venga tagliato da un palinsesto tv ritiene in buona fede d’esser Michele Santoro o Enzo Biagi, se non Piero Gobetti”.
David Parenzo gode per Alessandro Orsini fatto fuori dalla Rai: la battutaccia e le risate a L’Aria che TiraPerciò “in quanto epurato e imbavagliato non la smette più di parlare e di comparire. Insomma: altro che i duemila euro a puntata che gli voleva dare la Rai. Bazzecole. Adesso Orsini ne vale almeno quattro mila”. Insomma, non c’è nulla di meglio, in Italia, che essere “martire mediatico”.
Alessandro Orsini e lo sfogo a Piazzapulita: "Io quinta colonna di Putin? Vergognatevi". Chi lo vuole censurare