Gaza, con la pace Albanese perde su tutta la linea. Ma Conte e Schlein sono gli sconfitti eccellenti
Perde su tutta la linea Francesca Albanese, immolatasi sulla parola “genocidio”, ormai diventata la sua ossessione. Perde clamorosamente perché finisce che non solo gli americani, ma tutto il Medio Oriente arabo e mussulmano (eccetto i tagliagole vestiti da religiosi iraniani) si allineano al piano meno ostile a Benjamin Netanyahu (perché tale è). Attenzione però: la sconfitta della Albanese (e di tutti quelli che la pensano come lei, membri della Flotilla in primis) è ancora più forte se si guarda il tutto dalla prospettiva palestinese, cosa che nessuno fa al di fuori degli aspetti umanitari (che pure contano, ci mancherebbe). Già, perché la prospettiva palestinese esce stritolata da questa vicenda, stretta nella morsa di una leadership di Hamas indifendibile sotto ogni punto di vista (essendo composta di invasati macellai incapaci di qualunque ancorché minima prospettiva di governo della complessità) e di una totale assenza di alternativa ad essa. Se poi ciò viene combinato con l’odio assoluto e il disprezzo totale che i militari egiziani come le case regnanti del Golfo (e lo stesso dicasi per la classe dirigente giordana, per quella libanese e per quella turca) hanno verso la gente di Palestina, ecco che la risultante è l’esatto opposto di quanto l’ormai incontenibile paladina (vabbè) del popolo di Gaza prova a sostenere, cioè l’esistenza di un forte movimento politico e diplomatico in opposizione all’asse Trump/Netanyahu/Arabia Saudita.
Stella (di Davide) e Striscia (di Gaza) a stelle e strisce
La pasionaria dei Gazawi però può consolarsi, perché con lei ci sono almeno due altri sconfitti eccellenti in questa storia. Il primo è Giuseppe Conte, lontano anni luce per formazione e storia personale dagli eccessi di una sinistra movimentista in cui non può riconoscersi innanzitutto per ragioni estetiche, essendo fedele all’abito di sartoria con cravatta d’ordinanza. Ma come: dopo mesi passati a “flirtare” con il Trump del primo mandato, con buona parte dell’elettorato del movimento che certo sta più a destra che a sinistra, con l’esperienza da premier che dovrebbe avergli insegnato a guardare oltre l’apparenza, il professore finisce per scegliere una linea perdente sotto ogni profilo, a cominciare da quello del consenso? Errore da matita blu.
Scoppia la pace tra Israele e Hamas. Anche il governo Netanyahu ratifica l'accordo su Gaza
E poi c’è Elly Schlein, che ha indotto il povero Matteo Ricci a cercare di vincere le elezioni nelle Marche parlando di Gaza, come è noto pensiero fisso del cittadino medio di Senigallia e di Jesi. Aggiungendo la batosta in Calabria (Roberto Occhiuto ha fatto un capolavoro tattico, togliendo spazio e tempo a chi voleva, anche a destra, passare oltre) e il voto suicida a Ilaria Salis la frittata è fatta: la segretaria è ormai considerata dai suoi perfetta per perdere (con un certo stile), ma del tutto refrattaria alla vittoria. Tornando a Gaza: siamo dunque alla pace? Neanche per sogno, ma di questi tempi anche una tregua è tanta, tantissima, roba.
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