Formula Uno

Kimi Antonelli, appuntamento con la storia

Stasera in Messico pronto a festeggiare il primo mondiale

A prescindere dalla griglia di partenza il gran premio del Messico sarà focalizzato, inevitabilmente, su Kimi Antonelli. Il giovane italiano della Mercedes, tranne clamorosi colpi di scena, stasera in Messico vincerà il suo primo titolo mondiale di Formula uno e riportarà così in Italia un titolo che manca da settantatre anni.

Dal «miracolo» di Ascari e della sua Ferrari 553 F2 rimangono solo poche foto, sbiadite e in bianco e nero, ma resta immutata invece l’immagine dell’italiano che vince e che per altro lo fece a bordo di una monoposto italiana.

Ora a distanza di una vita, nonostante in questo weekend la Ferrari abbiamo dimostrato con Leclerc di essere all’altezza della più accreditata concorrenza, il nostro giovane eroe viaggia a bordo di una Mercedes: la monoposto che quest’anno si è dimostrata nettamente la più forte in pista. E non è un caso infatti che, a prescindere dalle insidie dell’ottimo Hamilton, primo non Mercedes in corsa per il titolo, si è trattato di fatto di una corsa a due.

Nessuno, per il corso dell’intero campionato, è riuscito a stare al passo di Antonelli e della Mercedes, nemmeno il compagno di scuderia Russell (altro fenomeno di questo sport) che a cinque gare dalla fine si ritrova con oltre centoventi (123) lunghezze di ritardo. Un abisso, soprattutto in considerazione del fatto che alla vigilia della stagione, era proprio Russell il più accreditato per la corsa al titolo, con il giovane compagno (Kimi) pronto a fare al massimo da comprimario al più «anziano» collega di scuderia.

Ma la storia di questi diciotto gran premi ha poi raccontato tutt’altro. È stata piuttosto la storia di una crescita esponenziale del giovane italiano ora davvero una spanna al di sopra di tutta la concorrenza. Kimi non solo è andato forte su tutti i circuiti ma ha anche dimostrato una maturità mentale incredibile per avere solo venti anni: un talento innato insomma che non può non far venire in menti collegamenti e associazioni con i grandi fenomeni del passato.

E altrettanto, in quanto a talent scout, va detto del Team Principal della Mercedes Toto Wolff che ci ha visto lunghissimo e lo aveva messo sotto contratto quando Kimi aveva solo undici anni: e poi vai a dire che il buon giorno non si vede dal mattino.

Intanto sulla pista messicana è stata la Ferrari di Leclerc a far vedere le cose migliori: il più veloce nei primi giorni di libere facendo registrare grandi tempi sia sul giro secco che sul passo gara. Ma è chiaro che alla Rossa di Maranello manca ancora qualche cavallo di potenza per poter competere alla pari con le Mercedes

Tutto pronto quindi per l’appuntamento più importante della stagione, quello che potrebbe decretare il nuovo campione del mondo e aprire una nuova era: quella dei baby piloti.

I semafori dell’Autódromo Hermanos Rodríguez di Città del Messico si spengeranno stasera quando in Italia saranno le ore 21: poi tutti aggrappati al divano aspettando un titolo che manca da una vita... o forse anche di più.

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