Voglia di scappare. Gattuso frena ma oggi all’Olimpico la Lazio ha l’occasione di andare da sola in vetta alla classifica dopo lo stop dell’Inter nel derby. Oltre 10 mila a Reggio Emilia, cifra simile all’Olimpico: stesso numero, due mondi opposti. Per la sfida con il Cagliari delle 15 , i biglietti venduti si fermano a circa 6 mila, a cui si aggiungono gli abbonati per una previsione complessiva che si avvicinerà alle 11 mila presenze. Una cifra identica, quasi per beffa, a quella registrata martedì sera al Mapei Stadium, dove però erano i tifosi biancocelesti ad aver invaso lo stadio avversario, riempiendo settore ospiti e tribuna adiacente. Il paradosso, ormai consolidato da mesi, resta lo stesso: lontano da Roma il sostegno del popolo laziale non manca mai, mentre tra le mura amiche, derby a parte, lo stadio continua a restare semivuoto, indipendentemente dai risultati sul campo.
Un contesto che Gattuso conosce bene e che prova a tenere fuori dai discorsi tecnici, concentrandosi su un concetto preciso: più della classifica, conta la mentalità. Alla domanda su quando sarà il momento di guardare la graduatoria, il tecnico ha risposto senza indugi: «L’obiettivo sono i 40 punti. Io non sono abituato a vedere classifiche così, abbiamo una strada e dobbiamo prepararci bene. Tocchiamo con mano che se giochiamo con entusiasmo va meglio. Non dobbiamo subire l’evento. Dobbiamo lavorare senza accontentarci, mancano altre 29 partite, sono tanti punti. Poi vedremo dove arriveremo». Sul Cagliari, avversario tutt’altro che semplice secondo l’allenatore, ha spiegato: «Una gara ostica per le caratteristiche e il gioco che ha il Cagliari. Si difendono e ripartono bene, Pisacane è giovane e li allena bene. Dobbiamo continuare con quello che stiamo facendo, con veemenza e voglia». Un concetto ribadito anche a proposito del possibile momento negativo che prima o poi arriverà: «Dobbiamo essere bravi quando arriverà una legnata, speriamo il più tardi possibile. L’importante è che, quando succederà, gli avversari saranno stati più bravi e che non li avremo sottovalutati. Non dobbiamo sbagliare sul coraggio».
Il tecnico si è soffermato anche sulla propria rivincita personale, senza però parlare di riscatto: «Nessun riscatto. Il calcio è fatto di episodi, il bello è che ti permette di riscattarti. L’importante è migliorarsi, non deprimersi». E sull’entusiasmo mostrato dai tifosi martedì a Reggio Emilia, ha confessato tutta la propria emozione: «Io mi emoziono quando gioco a carte con mio figlio, voglio sempre vincere. Di martedì sembrava una festa scudetto, non sembrava la nona giornata. Il merito è dei ragazzi e della loro mentalità, hanno creato questo entusiasmo e speriamo di continuare». Infine, un passaggio sul vero segreto di questa Lazio, lontano da proclami e numeri: «Sta a noi, con il nostro modo di giocare e la voglia di far fatica. Il segreto non sono i gol o altro: dobbiamo andare forte, se non lo facciamo diventiamo vulnerabili. Sembra che ci sia una testa sola per tutti i giocatori». Parole che, al netto di uno stadio destinato a restare ancora una volta semideserto, raccontano bene la filosofia con cui Gattuso vuole affrontare il proseguo della stagione.
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